mercoledì 31 dicembre 2008

La Saab 99 a Vapore (1975)

Negli anni '70 la famosa casa automobilistica svedese Saab mette a punto un motore a vapore per auto, e lo adatta su una delle sue vetture di serie, una Saab 99 per l'appunto, un motore molto interessante, ad emissioni zero e con particolari doti di prontezza nella partenza a freddo e nell'erogazione della potenza.

Gli esperimenti sui motori a vapore per autoveicoli sono stati numerosi, molte case automobilistiche si sono cimentate nella produzione di automobili o veicoli similari con propulsione a vapore, il primo risale addirittura alla seconda metà del XVIII secolo con il carro a Vapore del Francese Cugnot.

Il primo veicolo stradale a vapore italiano risale al 1873 ovvero il triciclo Del Riva, gli Stati Uniti sono la patria dell'auto a vapore, case automobilistiche come la Stanley, la Doble, ma anche marchi famosi come Ford, General Motors, Pontiac e Crysler investirono grosse somme nello studio di motori a vapore che installarono sulle loro auto di serie.

Gli esperimenti sulla propulsione a vapore su strada dopo il Carro di Cougnot furono numerosi, ma il motore a vapore non è mai riuscito a sostituire il motore a scoppio nell'autotrazione.

Il funzionamento del motore a vapore è semplice, una sorgente di calore investe una massa d'acqua, la quale genera vapore ad alta pressione che viene utilizzato per muovere il motore, nei motori per auto il combustibile è quasi sempre il kerosene, rispetto al motore a scoppio presenta i seguenti vantaggi:
  • funziona con carburanti meno costosi
  • inquina molto meno
  • semplificazione degli organi meccanici infatti non servono la frizione e il cambio
  • funzionamento silenzioso e senza vibrazioni

ma presenta anche degli svantaggi:

  • rendimento inferiore del 20-30%
  • motore complesso da costruire
  • maggior peso e ingombro
  • minore prontezza nelle partenze a freddo e nell'erogazione di potenza
  • problemi di congelamento del fluido attivo e di lubrificazione

Ma torniamo alla nostra Saab 99 a vapore, sembra che negli anni '70 il gruppo Saab-Scania in tutto segreto compì per molti anni numerosi esperimenti sul motore a vapore per auto, investendo molti soldi con l'appoggio del governo svedese, da sempre interessato alle fonti di energia alternativa.

Il motore a vapore della Saab 99 ha ben 9 cilindri disposti a corona e pistoni del tipo assiale, il moto rotatorio è dato dalle bielle che agiscono su un disco rotante e oscillante, calettato direttamente sul gruppo rinvio-differenziale, il regime di rotazione max è di 3000 giri/min, e spinge la Saab 99 ad una velocità max di 150 km/h.

Tutto il gruppo di propulsione è montato sull'avantreno della vettura come per un normale motore a scoppio, la potenza max erogata è di 250 CV, quella continuativa di 160 CV, la pressione di esercizio del vapore è di 100 atmosfere a 350° di temperatura. La caldaia pesa appena 12 kg, e il suo bruciatore può funzionare sia con combustibili liquidi che gassosi.

Per proteggere il motore dalle basse temperature e facilitarne le partenze a freddo, tutto il gruppo di propulsione della Saab 99 è racchiuso in un isolatore termico dotato di un dispositivo automatico di preriscaldamento dell'acqua.

Nonostante tutti gli esperimenti fatti a partire dal carro di Cougnot a oggi, il motore a vapore non è riuscito a sostituire quello a scoppio, comunque potrebbe essere una valida alternativa viste le sue doti di silenziosità e di basse emissioni inquinanti.

martedì 30 dicembre 2008

Alfa Romeo Alfasud 1971










Alfasud 1200 cc del 1971



La Storia:


Presentata al Salone di Torino del 1971 la commercializzazione dell' Alfasud inizia nell'estate del 1972, è stata una delle automobili italiane più chiacchierate, infatti avrebbe dovuto essere l'elemento trainante dell'economia del sud Italia, ma le Alfasud non hanno riscosso il successo sperato.

Si decide di costruire l'Alfasud nello stabilimento di Pomigliano d'Arco (NA) per favorire l'occupazione delle regioni del sud Italia, ma a causa di problemi sindacali, scioperi, di organizzazione del lavoro, e dalla scarsa competenza delle maestranze, ci furono seri problemi di sotto produzione, basti pensare che agli inizi si realizzavano appena 70 vetture al giorno contro le 500 preventivate.

Inoltre difetti di finitura della carrozzeria, scarsa durata delle lamiere alla ruggine, scarsa qualità dei materiali impiegati e problemi vari, furono un'ostacolo notevole all'immagine del progetto Alfasud.

L'Alfasud rimane in produzione fino al 1984, e purtroppo si è rivelata un disastro commerciale sia per il governo italiano che aveva sostenuto economicamente il progetto, sia per la casa costruttrice.

Nonostante tutti questi problemi, l’Alfasud risulta essere un' auto dagli innovativi contenuti tecnologici, messa a confronto con le vetture concorrenti era una delle automobili meglio equipaggiate, infatti viene introdotto di serie il cambio a cinque marce molto prima di tutta la concorrenza europea.



La Tecnica:


L'Alfasud è una vettura innovativa nella produzione Alfa Romeo, ha una linea accattivante, trazione anteriore e motore boxer a 4 cilindri contrapposti da 1186 cc e 63 cavalli di potenza, con monoblocco in ghisa e testate in lega leggera, alimentazione con carburatore monocorpo verticale.

Cambio manuale a quattro rapporti, freni a disco sulle 4 ruote senza servofreno che verrà introdotto nel giugno del 73.
L'Alfasud ha un innovativo sistema di costruzione, trazione anteriore sospensioni anteriori Mc Pherson, sospensioni posteriori a ponte rigido con 4 puntoni e barra Panhard.

L'interno ha un' impostazione sportiva, ma purtroppo la qualità dei materiali e le finiture troppo spartane non sono all'altezza del prezzo della vettura, da notare invece una buona dotazione di accessori, come il volante e sedile di guida regolabili in altezza e posizione, e un efficace impianto di ventilazione, purtroppo mancano contagiri e servofreno.

Le prestazioni sono valide per una 1200, il motore è pronto e disponibile nel salire di giri, apprezzabile la silenziosità, accelerazione brillante, ripresa non eccezionale, velocità max oltre 150 km/h, buoni i consumi soprattutto in autostrada.
Sterzo pronto e preciso, buoni i freni, ottima tenuta di strada sull'asciutto, un po' meno sul bagnato che tende ad allargare notevolmente le curve.


Caratteristiche Tecniche:

  • motore: boxer a 4 cilindri contrapposti 1186 cc, alesaggio x corsa = 80x59 mm, rapporto di compressione 8,8:1
  • potenza max: 63 CV DIN a 6000 giri/min
  • coppia max 9 mkg DIN a 3200 giri/min
  • Alimentazione: un carburatore verticale invertito Solex C32 DIS/40
  • trasmissione: motore anteriore longitudinale, trazione anteriore, cambio a 4 rapporti tutti sincronizzati, comando a leva centrale, frizione monodisco a secco a comando idraulico
  • freni: idraulici a pedale, a disco sulle 4 ruote con servofreno dal 1973, modulatore di sforzo e doppio circuito frenante
  • carrozzeria: Berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio, avantreno a ruote indipendenti Mc Pherson, trapezi e molle elicoidali e ammortizzatori idraulici, retrotreno ad assale rigido con tiranti a parallelogramma di Watt, barra Panhard, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici.
  • dimensioni: lunghezza 3,89 m, larghezza, 1,59 m, peso 860 kg
  • prestazioni: velocità max oltre 150 km/h
  • consumo: a 80 km/h 6,2 litri/100 km, a 100 km/h 7,4 litri x 100 km, a 120 km/h 9,3 litri/100 km, a 140 km/h 11,8 litri/100km
  • pneumatici: 145 SR 13
  • serbatoio: 50 litri


Prezzo di listino nel 1972: 1.420.000 lire
Valutazione attuale: 2500 euro (ruoteclassiche Novembre 2014)



Hanno Parlato Di Lei:
Quattroruote Dicembre 1972 (prova su strada)

Curiosità:
Meccanicamente e stilisticamente l'Alfasud è una vettura riuscita e innovativa rispetto alla sua concorrenza, nonostante tutto il successo fu buono, la vettura piaceva e aveva un buon comportamento stradale, ma purtroppo numerosi problemi legati alla produzione e alla scarsa qualità dei materiali impiegati, ne hanno rallentato la diffusione.
La carrozzeria dell'Alfasud aveva seri problemi di durata nel tempo, la ruggine aggrediva già dopo pochi mesi i parafanghi anteriori e gli archi interni delle ruote, persino i pannelli centrali, la qualità costruttiva della vettura non era adeguata al prezzo.
Gli Alfisti, inoltre non gradivano la trazione anteriore, la mancanza del servofreno e del contagiri.

Alfa Romeo Giulietta Sprint Seconda Serie 1959

La Storia:


E' il primo restyling significativo della Giulietta Sprint, la nuova vettura viene presentata all'Autodromo di Monza assieme alla 2000 Berlina il 24 Giugno del 1958, è la Giulietta Sprint Versione 1959, le modifiche estetiche sono opera di Giugiaro in collaborazione con la carrozzeria Bertone. L'aspetto esterire della nuova Giulietta Sprint rimane comunque invariato, il restyling riguarda particolari e non la forma della carrozzeria.


La Tecnica:


Le modifiche riguardano particolari della carrozzeria, la scocca e anche la meccanica, vengono modificate le prese d'aria anteriori, maggiorati i fanali anteriori, modificati i fanali posteriori ai quali viene aggiunta la luce di retromarcia, sotto ai quali viene aggiunto un catarinfrangente, vengono applicati i ripetitori di direzione laterali, modifiche anche alle luci della targa e al portatarga.

La scocca subisce un mutamento notevole, in quanto dal 1960 la Giulietta Sprint non viene più prodotta artigianalmente, ma stampata assemblata e saldata nel nuovo stabilimento industriale di Bertone, si passa quindi alla produzione in serie e in grandi numeri.

Il motore viene rinnovato e rinforzato, le modifiche riguardano la distribuzione e l'irrobustimento del monoblocco, modificati i selettori del cambio, ed eliminato il vapour lock dell'impianto di alimentazione.

Aumenta la velocità massima che passa a 170 km/h, per quanto riguarda la Giulietta Sprint Veloce questa beneficia delle stesse modifiche estetiche e meccaniche, ha un motore da 90 CV che le consente una velocità max di 175 km/h.


Caratteristiche Tecniche:


  • Motore: cilindrata 1290 cc, alesaggio x corsa = 74 x 75 mm, potenza max 80 CV a 6300 giri/min, rapporto di compressione 8,5:1
  • Alimentazione: un carburatore a doppio corpo Solex 35 APAJ G
  • Corpo Vettura: Coupè 2 porte, 2+2 posti
  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio 4 rapporti a leva centrale, frizione monodisco a secco
  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e quadrilateri con bracci trasversali, posteriori a ponte rigido con triangolo superiore e puntoni longitudinali
  • Freni: idraulici a tamburo sulle 4 ruote
  • Dimensioni: lunghezza 3.98 m, larghezza 1.54 m, altezza 1,348 m, peso a vuoto 935 kg
  • Prestazioni: velocità max 170 km/h
  • Consumo: 8,8 litri/100 km
  • Pneumatici: 155 - 15

Valutazione Attuale: 18.000 euro (Ruoteclassiche Dicembre 2008)

Hanno Parlato Di lei:

Ruoteclassiche Marzo 2004: Dossier Giulietta Sprint


Fiat 850 T Furgone Elettrico 1977

Al Salone Internazionale della Tecnica del 1976 la Fiat in collaborazione con l'Enel ha presentato un furgone Fiat 850 T a propulsione elettrica.
Il furgone è stato realizzato nel Centro Ricerche Fiat per conto dell'Enel (ente nazionale energia elettrica) e le caratteristiche tecnico-funzionali di questo furgone sono state definite in base alle esigenze Enel per i propri servizi di manutenzione e interventi di riparazione di impianti nelle aree urbane.

Il Furgone 850 T monta un motore elettrico Fiat a corrente continua da 14 KW e 144 Volt (12 batterie da 12 Volt cadauna collocate sotto al piano di carico) ha un impianto di frenatura elettrico con recupero dell'enegia, il motore è raffreddato da ventola elettrica.

Il furgone elettrico Fiat 850 T pesa 1417 Kg, ha 370 Kg di portata utile, raggiunge una velocità max di 60 km/h, può superare pendenze del 19%, la sua autonomia varia tra 55 - 80 Km a seconda del tipo di percorso effettuato.

lunedì 29 dicembre 2008

Alfa Romeo Alfasud Sprint 1977










Alfasud Sprint 1977



La Storia:


Presentata nel 1977 l'Alfasud Sprint rappresenta l'esempio di come si può costruire una vettura coupè sulla meccanica della versione berlina. L'Alfasud Sprint viene lanciata in un momento difficile del mercato automobilistico italiano, ma le sportive sono ancora gradite, questa è una coupè familiare-sportiva dalle prestazioni elevate che può trasportare anche 4 persone.

La Tecnica:


Non è cambiato molto rispetto all'Alfasud berlina, la meccanica è la stessa, la cilindrata viene portata a 1,3 litri maggiorando la corsa, vengono montati nuovi collettori di aspirazione e un carburatore a doppio corpo. Il motore è un boxer a 4 cilindri, 1286 cc con una potenza di 76 CV DIN che fanno raggiungere la velocità massima di oltre 165 km/h, un ottimo risultato per una 1300.

Il motore dell'Alfasud Sprint è brillante e silenzioso, la sua potenza è disponibile soprattutto ad alti regimi (oltre 4000 giri/min), brillante l'accelerazione, ripresa non eccezionale proprio a causa della mancanza di potenza ai bassi regimi, infatti l'Alfasud sprint stenta a riprendere in quinta marcia dalle basse velocità.

Il cambio è preciso rapido e silenzioso, buona la frizione, sterzo leggero e preciso, freni sicuri anche alle alte velocità, ma tendono a perdere efficienza con il surriscaldamento.

La trasmissione rimane invariata e cosi pure le sospensioni anteriori e posteriori, idem per l'impianto frenante. Viene abbassato il baricentro di 3 cm e arretrato di 8.
La tenuta di strada dell'Alfasud Sprint è ottima sull'asciutto, su fondo bagnato invece tende ad allargare le curve, inoltre risente dell'acquaplaning, un guidatore poco esperto potrebbe trovarsi in difficoltà a velocità elevate con fondo bagnato.

Buoni anche i consumi dell'Alfasud Sprint che risultano migliorati di un buon 10% rispetto l'Alfasud Berlina.


Caratteristiche Tecniche:


  • motore: boxer a 4 cilindri contrapposti 1286 cc, alesaggio x corsa = 80x64 mm, rapporto di compressione 9:1
  • potenza max: 76 CV DIN a 6000 giri/min
  • coppia max 10,5 mkg DIN a 3500 giri/min
  • Alimentazione: un carburatore doppio corpo Weber 32 DIR 61
  • trasmissione: motore anteriore longitudinale, trazione anteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, comando a leva centrale, frizione monodisco a secco a comando idraulico
  • freni: idraulici a pedale, a disco sulle 4 ruote con servofreno, modulatore di sforzo e doppio circuito frenante
  • carrozzeria: Coupè 2 porte 4 posti, scocca autoportante in acciaio, avantreno a ruote indipendenti Mc Pherson, trapezi e molle elicoidali e ammortizzatori idraulici, retrotreno ad assale rigido con tiranti a parallelogramma di Watt, barra Panhard, molle elicoidali e ammotizzatori idraulici.
  • dimensioni: lunghezza 4,02 m, larghezza, 1,61 m, peso 890 kg
  • prestazioni: velocità max quasi 170 km/h
  • consumo: a 80 km/h 5,9 litri/100 km, a 100 km/h 6,9 litri x 100 km, a 120 km/h 8,5 litri/100 km, a 140 km/h 10,7 litri/100km
  • pneumatici: 165/70 SR 13
  • serbatoio: 50 litri

Prezzo di listino nel 1977: 5.611.000 lire

Valutazione attuale: 2000 euro (ruoteclassiche dicembre 2008)


Hanno Parlato Di Lei:

Quattroruote Gennaio 1977

Quattroruote Maggio 1980 (prova su strada)


Curiosità:

Presentata in un periodo difficile per le vetture sportive, l'Alfasud Sprint non riscontrò un grande successo da parte del pubblico anche a causa del prezzo elevato e della mediocre qualità delle finiture e dei materiali utilizzati.

Sono pochi gli esemplari sopravvissuti fino a oggi di Alfasud Sprint, il tempo e la ruggine hanno fatto si che una buona parte di essi finissero prematuramente nelle presse dei demolitori.





Alfa Romeo Giulietta Sprint Veloce 1956

La Storia:


A due anni dalla presentazione della Giulietta Sprint, arriva la Sprint Veloce, presentata al Salone di Torino del 1956 è la versione studiata apposta per le corse.

Infatti visti gli scarsi risultati ottenuti alla Mille Miglia del 1955 e viste le numerose richieste da parte dei clienti, la casa milanese prepara la Giulietta Sprint Veloce, un modello più potente della precedente, alleggerita nel peso e con un motore più performante.



La Tecnica:


Rispetto al modello precedente, le uniche differenze estetiche consistono nelle scritte identificative, nei vetri laterali scorrevoli e nel lunotto in Perspex, le parti mobili, decorative e i paraurti sono in alluminio per ridurre il peso.

L'abitacolo è ancora più spartano di quello della Giulietta Sprint, viene tolto il cassetto portaoggetti, il rivestimento delle portiere, semplificati i sedili, il devioluci è a pedale, con tutta questa opera di alleggerimento si guadagnano oltre 70 Kg, il comando cambio è al volante oppure a leva centrale a richiesta dal 1957.



La potenza del motore della Giulietta sprint Veloce viene portata da 65 a 80 CV aumentando il rapporto di compressione, modificando la fasatura degli alberi a camme, nuovi collettori di aspirazione e carburatori a doppio corpo, inoltre viene aggiunta una pompa elettrica per la benzina, la velocità massima arriva a 170 km/h con una buona ripresa.



L'unico neo rimasto sono i freni a tamburo della precedente Giulietta Sprint.

Viene modificato l'assetto per migliorare la tenuta di strada con ammortizzaturi più rigidi, viene ridotto il coricamento in curva.


Caratteristiche Tecniche:


  • Motore: cilindrata 1290 cc, alesaggio x corsa = 74 x 75 mm, potenza max 80 CV a 6500 giri/min, rapporto di compressione 8,5:1
  • Alimentazione: un carburatore a doppio corpo Weber 40 DCOE3
  • Corpo Vettura: Coupè 2 porte, 2+2 posti
  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio al volante a 4 rapporti (dal 1957 a leva centrale a richiesta), frizione monodisco a secco
  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e quadrilateri con bracci trasversali, posteriori a ponte rigido con triangolo superiore e puntoni longitudinali
  • Freni: idraulici a tamburo sulle 4 ruote
  • Dimensioni: lunghezza 3.98 m, larghezza 1.54 m, altezza 1,32 m, peso a vuoto 780 kg
  • Prestazioni: velocità max 170 km/h
  • Consumo: 10,4 litri/100 km
  • Pneumatici: 155 - 15

Prezzo di listino nel 1954: 2.225.000 lire
Valutazione Attuale: 20.000 euro (Ruoteclassiche Dicembre 2008)

Hanno Parlato Di lei:

Quattroruote Luglio 1957: Prova Della Giulietta Sprint

Ruoteclassiche Marzo 2004: Dossier Giulietta Sprint 1954

martedì 9 dicembre 2008

Alfa Romeo Giulietta Sprint Prima Serie 1954

La Storia:


Il debutto ufficiale avviene al salone di Torino il 9 Aprile 1954, ma la vera produzione della Giulietta Sprint inizierà nel 1955, infatti durante il primo anno ne vengono prodotti solamente 12 esemplari.

Il successo è notevole, nessuno si aspettava una vettura così innovativa, e in breve tempo i concessionari della casa milanese vengono presi d'assalto con numerosi ordini.
Solo durante il primo giorno di salone, vengono raccolte oltre 500 prenotazioni.

L'Italia si trova nel periodo del boom economico e della motorizzazione di massa, ma la casa milanese ha ancora una scarsa capacità produttiva, le sue vetture sono per lo più di produzione artigianale, e le scocche della Giulietta Sprint verranno prodotte in serie nel nuovo stabilimento della carrozzeria Bertone solo dal 1960.

Fino ad allora la carrozzeria della Giulietta Sprint viene realizzata a mano da abili artigiani battilastra su telai di legno.


La Tecnica:


La linea della Giulietta Sprint ricorda quella della 1900, soprattutto nel frontale, appare molto compatta e aerodinamica, con un'estetica piacevole, una linea tipicamente italiana.

La carrozzeria è coupè 2 porte 2+2 posti a sedere, internamente è piuttosto spartana, con il cruscotto rivestito di lamiera con strumentazione Veglia comprendente tachimetro, contachilometri, contagiri, indicatori di pressione e temperatura olio, temperatura acqua, livello benzina.

Il motore è un bialbero con 4 cilindri in linea da 1290 cc, realizzato in alluminio, distribuzione a doppio albero a camme in testa, albero motore su 5 supporti.
Cambio Borg Warner a 4 rapporti con comando al volante fino al 1957, poi a richiesta senza supplemento di prezzo con comando a leva centrale.

La Giulietta Sprint non è una vettura molto curata nei particolari, anche il confort di guida è criticabile, Quattroruote la definì piuttosto spartana negli allestimenti, ma ricordiamo che si tratta di una sportiva degli anni '50, e se le finiture lasciano a desiderare, le prestazioni e le qualità meccaniche sono tutt'altra musica.

Infatti la Giulietta Sprint riesce a raggiungere i 160 km/h con una discreta ripresa, una buona tenuta di strada e consumi limitati, valori difficilmente riscontrabili nelle vetture concorrenti.
L'impianto di frenatura è a 4 tamburi che danno ottimi risultati. Il comportamento su strada è come quello della 1900, tende a coricarsi notevolmente in curva, ma la tenuta è buona.

Caratteristiche Tecniche:


  • Motore: cilindrata 1290 cc, alesaggio x corsa = 74 x 75 mm, potenza max 65 CV a 6000 giri/min, rapporto di compressione 8:1
  • Alimentazione: un carburatore a doppio corpo Solex 35 APAJ G
  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 4 rapporti con frizione monodisco a secco
  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e quadrilateri con bracci trasversali, posteriori a ponte rigido con triangolo superiore e puntoni longitudinali
  • Freni: idraulici a tamburo sulle 4 ruote
  • Dimensioni: lunghezza 3.98 m, larghezza 1.54 m, altezza 1,32 m, peso a vuoto 850 kg
  • Prestazioni: velocità max 165 km/h
  • Consumo: 9 litri/100 km
  • Pneumatici: 155 - 15
  • Accessori a richiesta: cruscotto in finta pelle nera oppure in tinta con la selleria, set di valige da viaggio, divanetto posteriore, fari di profondità, volante a 3 razze, deflettori, cerchi con anelli cromati, radio, trombe bitonali, interno in pelle, pelle-panno, o finta pelle, anche in bicolore

Prezzo di listino nel 1954: 1.755.000 lire
Valutazione Attuale: 20.000 euro (Ruoteclassiche Dicembre 2008)

Hanno Parlato Di lei:

Quattroruote Luglio 1957: Prova Della Giulietta Sprint

Ruoteclassiche Marzo 2004: Dossier Giulietta Sprint 1954

"Milano Classic Motors" Mostra Auto d'Epoca, Veicoli da Collezione

Nei giorni 7 - 8 Febbraio 2009 presso il centro polifunzionale di Malpensa Fiere a Busto Arsizio (VA) si svolgerà "Milano Classic Motors", una mostra di auto d'epoca e veicoli da collezione, in un'area dedicata di 25.000 mq, e oltre 700 espositori.

"Milano Classic Motors" è un appuntamento importante per tutti gli appassionati del settore, oltre che un'esposizione di veicoli da collezione, sarà possibile scambiare, vendere, acquistare auto, moto, cicli d'epoca, ricambi e accessori per i medesimi, materiale cartaceo, manuali di uso e manutenzione, riviste d'epoca e quant'altro possa riguardare il mondo del collezionismo di veicoli del passato.

Saranno presenti carrozzieri, ricambisti, restauratori, appassionati, inoltre le varie riviste del settore come Ruoteclassiche, Auto d'Epoca, Motostoriche,... saranno presenti alla manifestazione con un loro stand.

Non Mancate.

Per saperne di più: http://www.milanoclassicmotors.it/

sabato 6 dicembre 2008

Alfa Romeo Giulietta Sprint 1954 - 1965, La Storia di Un Mito








A. R Giulietta Sprint


La Giulietta Sprint rappresenta uno di quei pochi casi nella storia dell'automobile italiana in cui la versione coupè viene presentata prima della berlina, infatti in questo caso si anticipa di un anno l'uscita della Giulietta Ti.

Il motivo per cui l'Alfa Romeo prese questa decisione era puramente tecnico, la casa milanese non era ancora in grado di sostenere la produzione in grandi numeri di una berlina a 4 porte, quindi nell'attesa di realizzare le strutture industriali necessarie, decide di lanciare un prodotto di nicchia, una sportiva di qualità da proporre al pubblico in serie limitata con una produzione per lo più artigianale, nasce così il progetto Giulietta.

Il progetto della Giulietta Sprint risale all'inizio degli anni '50, i vertici dell'azienda avevano in mente di realizzare una vettura con caratteristiche simili a quelle della 1900, ma in in scala ridotta, con un motore di 1300 cc, stesse qualità sportive e tecnologiche, ma una vettura più economica e adatta alle esigenze di mercato.

All'inizio la Giulietta Sprint era costruita quasi interamente a mano da abili artigiani battilastra, presso il reparto carrozzerie speciali, viene disegnata dalla matita di Scaglione, poi rivisitata da Bertone, la sua presentazione al Salone di Torino risale al 9 Aprile del 1954.

La vettura ebbe un successo tale da indurre la casa milanese a pensare ad una realizzazione in grandi numeri della Giulietta Sprint.

L'idea di partenza era quella di realizzare solo qualche centinaio di esemplari, in una produzione artigianale limitata, ma visto il successo riscontrato, la carrozzeria Bertone incaricata alla produzione delle scocche, avvia la costruzione di un nuovo stabilimento, ma la produzione in serie della Giulietta Sprint partirà solo dalla metà del 1960.

Prima di quella data tutte le scocche della Giulietta erano battute a mano su modelli di legno.
La Giulietta segnò la svolta nella produzione industriale Alfa Romeo, era una vettura economica ma innovativa, quindi molto apprezzata dal pubblico, e soprattutto nelle competizioni sportive.

La Giulietta viene prodotta dal 1954 al 1965 in 5 serie con differenze estetiche poco significative, ma con notevoli modifiche meccaniche mirate al miglioramento delle prestazioni e della qualità della vettura, ecco in sintesi le 5 vetture prodotte nell'arco di un decennio:


Giulietta Sprint 1954
E' la prima serie, debutta a Torino il 9 Aprile 1954

Giulietta Sprint Veloce 1956
A parte le scritte identificative non ci sono modifiche importanti.

Giulietta Sprint 2° Serie 1959
Cambiano le prese d'aria anteriori, vengono maggiorati i fanali, applicati gli indicatori laterali di direzione, modificata la fanaleria posteriore.

Giulia 1600 Sprint 1962
Con l'arrivo della nuova Giulia viene cambiato il nome ma la carrozzeria rimane identica alla serie precedente, viene montato il motore 1600 della Giulia.

1300 Sprint 1964
Stesso allestimento della 1600 ma con motore 1300, versione realizzata per terminare il residuo di scocche di fine produzione.


Nei prossimi articoli parlerò in maniera più dettagliata di tutte le 5 versioni.

giovedì 27 novembre 2008

Alfa Romeo Giulia 1600 TI 1962

Alfa Romeo Giulia 1600 Ti
















Giulia Ti 1600
La Storia:


L'Alfa Romeo Giulia nasce con il compito di sostituire la famosa Giulietta, i primi prototipi di Giulia iniziavano a circolare già nel 1960, ma il lancio ufficiale avviene all'Autodromo di Monza nel Giugno del 1962.

La Giulia assieme alle sue derivate, segna il passaggio della produzione Alfa Romeo dallo storico stabilimento del Portello al moderno complesso industriale di Arese più adatto a sopperire il forte incremento della domanda di automobili degli anni '60.

I giornali automobilistici dell'epoca sottovalutarono la Giulia, Quattroruote disse: "... la linea della Giulia appare piuttosto sconcertante, poco persuasiva, la coda troppo elaborata e percorsa da vistose incassature, inoltre le finiture non sono all'altezza della classe e del prezzo della vettura,...." ma in realtà la Giulia è la macchina che gli alfisti attendevano, una macchina che ha scritto un bel pezzo della storia dell'automobile.

La Giulia per la sua linea, per la sua aerodinamica, la potenza del motore, la tenuta di strada e il grado di sicurezza offerto è stata una delle autovetture italiane più amate dal pubblico, anche all'estero.



La Tecnica:


"Disegnata Dal Vento" recitava una pubblicità dell'epoca, infatti la Giulia possiede un ottimo coefficiente di penetrazione nell'aria, grazie alla profilatura del muso e alla coda tronca, infatti la sua linea è stata accuratamente studiata alla galleria del vento del Politecnico di Torino, da notare una classifica redatta da un'importante associazione inglese che poneva il Cx della Giulia tra le 5 migliori vetture circolanti all'epoca.

Particolare molto importante della Giulia, è la scocca a struttura differenziata, con abitacolo rigido per proteggere i passeggeri, appendici anteriore e posteriore deformabili in grado di assorbire buona parte dell'urto, inoltre parabrezza anteriore eiettabile in caso d'urto frontale.
La Giulia è stata una delle prime vetture ad adottare questa soluzione, tanto da entrare largamente negli standard di sicurezza adottati in America dal 1968.

La Giulia diventa il punto di riferimento di tutta l'industria automobilistica europea, sia per quanto riguarda la carrozzeria che per il suo rivoluzionario motore, praticamente è la berlina di serie più veloce al mondo per la cilindrata 1600 cc.

Il motore è un bialbero a 4 cilindri in linea da 92 CV DIN a 6000 giri/min, di derivazione aeronautica, interamente in alluminio, distribuzione a doppio albero in testa, camere di scoppio emisferiche e valvole al sodio, innovativo rispetto a tutte le altre vetture europee.
Cambio a 5 marce al volante all'inizio, poi viene adottato quello a leva centrale.

I freni sono a tamburo sulle 4 ruote, all'avantreno dotati di tre ganasce, ma appaiono al limite per una macchina in grado di superare i 175 km/h, infatti dal 1963 vengono adottati i freni a disco sulle 4 ruote con servofreno.

La Giulia è sempre stata apprezzata per la sua ottima tenuta di strada, la taratura delle sospensioni e l'assetto indovinato, fanno si che la vettura si inclina nelle curve ad alta velocità ma non perde l'aderenza in nessuna situazione.

Le finiture della Giulia non sono mai state all'altezza per la sua categoria, la qualità della plastica negli interni, la stoffa dei sedili, la scarsa tenuta delle guarnizioni il loro assemblaggio impreciso, sono state oggetto di critica da tutte le riviste automobilistiche d'epoca, ma le elevate prestazioni, il caratteristico suono del motore (musica per l'orecchio di un alfista) e tutte le altre virtù della sua meccanica hanno fatto della Giulia una delle macchine più amate dagli italiani.



Caratteristiche Tecniche:


  • motore: bialbero 4 cilindri in linea 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm
  • potenza max: 92 CV DIN a 6000 giri/min
  • coppia max 12,1 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con leva al volante a 5 rapporti tutti sincronizzati (dal 1964 con comando a leva centrale prima a richiesta senza sovrapprezzo e poi di serie), frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte rigido, rapporto al ponte 5,125:1
  • freni: idraulici a pedale tamburo sulle 4 ruote con ganasce a 3 ceppi all'avantreno (a disco sulle 4 ruote con servofreno dal 1963)
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5/6 posti, scocca autoportante in acciaio, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori a ponte rigido, con molle elicoidali ed ammortizzatori
  • dimensioni: lunghezza 4,14 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 1000 kg
  • prestazioni: velocità max dichiarata 165 km/h, effettiva oltre 175 km/h
  • consumo: 10,4 litri/100 km
  • pneumatici: 155 x 15
  • serbatoio: 46 litri, riserva 7 litri


Prezzo di listino nel 1962: 1.595.000 lire

Valutazione attuale:

Giulia con freni a Tamburo 10.000 euro

Giulia con freni a Disco: 8.000 euro

(ruoteclassiche Novembre 2013)


Curiosità:


La Giulia apre la strada al concetto di autovettura moderna, veloce, facile da guidare e contenuta nei consumi, attenta alla sicurezza ed all'incolumità dei suoi passeggeri, la sua storia è piuttosto lunga, nasce nel 1962 e rimane in produzione fino al 1977, ben 15 anni senza subire profonde variazioni stilistiche o meccaniche, segno che è una vettura nata bene e destinata a durare.

Di difetti ne aveva molti, ma sapeva sempre come farseli perdonare, le sue doti di sportività, sicurezza e tenuta di strada, il caratteristico suono del motore di cui gli alfisti andavano fieri, chi acquistava una Giulia era disposto a chiudere un occhio sulle finiture non all'altezza.

La Giulia è stata protagonista di molte pellicole cinematografiche, infatti era la preferita dalla Polizia e dai Carabinieri, ma anche dai malviventi più pericolosi, famoso è il filone poliziottesco degli anni 60-70 in cui pericolosissimi criminali fuggivano e venivano inseguiti dalle forze dell'ordine a bordo di velocissime Giulia.

lunedì 24 novembre 2008

Fiat 125









Fiat 125 prima serie (1967-1969)



La Storia:


La Fiat 125 rappresenta la storia di un modello Fiat allestito in tutta fretta ma che ha riscosso un enorme successo. Verso gli inizi del 1966 i vertici Fiat decidono che bisognava sostituire la Fiat 1300/1500 divenuta ormai obsoleta e non più in grado di tenere testa alle nuove Alfa Romeo Giulia, occorreva realizzare in fretta una nuova macchina che potesse riempire il periodo di transizione tra la 1500 in difficoltà e la 132 ancora in "alto mare" impiegando pochi soldi.


Dante Giacosa, progettista di casa Fiat, viene incaricato alla realizzazione dell'opera. Lavorando sulla carrozzeria della Fiat 124, e sul motore della 124 Sport, realizza in meno di 15 mesi, la 125 che viene presentata al salone dell'auto di Torino nel novembre 1966, e lanciata sul mercato a metà del 1967, un'auto che ha riscosso notevole successo nel mercato delle vetture di media cilindrata, con prestazioni di tutto rispetto.


La Tecnica:


Viene utilizzato il pianale della 1500 C, allungata e modificata la carrozzeria della 124 Berlina, modificato il motore della 124 Sport portando la cilindrata a 1600 cc. La nuova 125 aveva così un pianale più datato di quello della 124 , con retrotreno ad assale rigido e balestre a foglia, mentre la 124 aveva il ponte rigido ma con sospensioni a molle elicoidali.


La linea è quella della 124 ma l'abitacolo è più ampio, infatti la carrozzeria ha subito modifiche per essere adattata al nuovo passo, esteticamente la 125 ha il frontale più alto e imponente, 4 fari quadri anziché 2 tondi, mascherina cromata, creste dei parafanghi rialzate, profili cromati sulle fiancate, maniglie incassate coda con un nuovo disegno. Le portiere e la parte centrale della carrozzeria erano le stesse della 124.


La Fiat 125 risulta 19 cm più lunga della 124, più comoda e spaziosa e con un motore molto più potente, 90 CV contro 60. L'interno è di classe, con sedili anteriori regolabili, divano posteriore con bracciolo, selleria in finta pelle e panno, plancia in finto legno con due grandi strumenti circolari Veglia Borletti, volante a due razze a semicalice.Impianto frenante a disco sulle 4 ruote, cambio a 4 marce.


Caratteristiche Tecniche:

  • Motore: 4 cilindri in linea, cilindrata 1608 cc, potenza max 90 CV DIN a 5600 giri/min, alesaggio x corsa = 80 x 80 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1, coppia max 11,3 kgm DIN a 3500 giri/min
  • Alimentazione: 1 carburatore invertito Weber doppio corpo 34 DCHE oppure Solex c34 PAIA/3
  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con 4 marce sincronizzate con comando a leva centrale, frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,1 : 1 (10/41)
  • Freni idraulici a pedale a disco sulle 4 ruote con servofreno a depressione
  • Corpo vettura: berlina 4 porte 5 posti, carrozzeria portante in acciaio, sospensioni ant. indipendenti, post. a ponte rigido con balestre longitudinali monofoglia e ammortizzatori
  • Dimensioni: lunghezza 4,22 m, larghezza 1,61 m, altezza 1,39 m, peso a vuoto 1000 kg, passo 2,50 m, carreggiata anteriore 1,31 m, carreggiata posteriore 1,29 m
  • Prestazioni: velocità max 160 km/h
  • Consumo: medio 9,5 litri/100km
  • Pneumatici: 175 S 13
  • Serbatoio carburante: 45 litri

Prezzo di Listino: 1.300.000 lire nel 1967

Valutazione attuale: 2.500 euro (Ruoteclassiche)


Curiosità:


I primi prototipi di Fiat 125 iniziano a circolare verso la fine del 1966, ma il lancio ufficiale risale a maggio del 1967.

La nuova Fiat 125 nonostante la fretta con cui viene allestita e messa in commercio, ottiene un ottimo gradimento da parte di pubblico e critica, sia per la linea della carrozzeria, per la realizzazione degli interni che per le prestazioni di tutto rispetto, l'unica critica viene fatta per il cambio a 4 marce, che si preferiva fosse a 5 come nella A.R Giulia.

La Fiat 125 assieme alla 124 ha preso parte a numerosi Rally ottenendo ottimi piazzamenti grazie anche alla sua notevole robustezza

Hanno Parlato di lei:

Quattroruote Giugno 1967 (prova su strada)

Ruoteclassiche Aprile 2002

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sabato 22 novembre 2008

Alfa Romeo Giulia Diesel Nuova Super (1976-1977).

Alfa Romeo Giulia Nuova Super Diesel
 












La Storia:

Il progetto di un'automobile alimentata a gasolio venne favorito dalla crisi petrolifera, le nuove esigenze di mercato richiedevano vetture economiche e i vertici dell'Alfa Romeo decisero di realizzare una Giulia con un economico propulsore a gasolio.

Anche le altre case automobilistiche stavano studiando l'adozione di motori diesel, La Giulia Nuova Super Diesel venne presentata nel 1976, così l'Alfa Romeo riuscì a battere sul tempo la Fiat, riuscendo a vincere la corsa sul diesel nell'Italia degli anni 70.

La prima casa automobilistica italiana ad adottare un motore Diesel su una vettura di serie è stata la Fiat nel 1953 con la Fiat 1400 D

Solo qualche anno prima un motore diesel su una berlina sportiva Alfa Romeo poteva sembrare inconcepibile per la clientela, ma considerata la crisi petrolifera si decise di sfruttare le notevoli doti di economicità del diesel con risparmi anche del 50%, verso la metà degli anni 70 la richiesta di motori diesel era in costante aumento perchè il prezzo del gasolio era notevolmente inferiore a quello della benzina.

La Giulia Nuova Super Diesel era l'unica berlina italiana con motore diesel e cambio a 5 marce.

Sulla Giulia Diesel venne montato il 4 cilindri 1760cc Perkins 4108, lo stesso montato sui veicoli industriali leggeri F11 e F12, ma si rivelò lento, rumoroso, inadatto ad una berlina sportiva.
La Giulia Nuova Super Diesel fu un fiasco, venne prodotta in appena 6573 esemplari, e la produzione durò un anno.


La Tecnica:

La carrozzeria della Giulia Nuova Super Diesel è identica quella della versione a benzina, a parte la scritta "Diesel " sul cofano posteriore lato destro, stessa dicitura la ritroviamo sul tappo serbatoio carburante, anche il resto del corpo vettura rimane invariato, la vettura è sempre la stessa, un motore diesel installato su una vettura che ormai ha 15 anni e inizia ad essere esteticamente vecchia, probabilmente una delle cause dell'insuccesso della prima diesel Alfa Romeo.

L'installazione del motore diesel sulla Giulia Nuova Super non ha richiesto modifiche strutturali.

Lo schema meccanico della Giulia Diesel rimane invariato, motore anteriore trazione posteriore, sospensioni anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido, freni a disco sulle quattro ruote, con servofreno e correttore di frenata al retrotreno, il cambio è a 5 velocità tutte sincronizzate, comando a leva centrale.

Rispetto alla Giulia a benzina la Nuova Super Diesel è più pesante di 80 kg.

Internamente la Giulia Nuova Super Diesel non presenta differenze sostanziali rispetto ai modelli a benzina, rimane l'impostazione sportiva, cambia la taratura del contagiri con limite posto a 4000 giri/min, il preriscaldamento del motrore avviene girando la chiave di accensione, per spegnere il motore bisogna tirare una manopola posta nel sottoplancia ed estrarre la chiave dal blocchetto di accensione, c'è  anche l' acceleratore a mano vicino al blocchetto di accensione.

Per il resto rimane tutto invariato, l'abitabilità è sempre la stessa, 4 porte 5 posti, comoda per quattro persone, buone le finiture e la dotazione di accessori, efficiente la climatizzazione.

Il motore è il Diesel Perkins 4108 a tre supporti di banco,  completamente in ghisa, 4 cilindri in linea 1760 cc, 52 CV DIN a 4000 giri/min, alimentato a iniezione indiretta CAV Lucas.
Il Perkins 4108 è un motore molto diffuso in Europa,  impiegato su molti altri veicoli, apprezzato per la sua robustezza.

Per il montaggio del Perkins 4108 sulla Nuova Giulia Super Diesel vengono apportate modifiche alla coppa dell'olio, all'impianto di raffreddamento e alla flangia di attacco del cambio, viene impiegato molto materiale isolante tra il motore e l'abitacolo, nuovi supperti elastici per attenuare le vibrazioni del motore, viene installata una batteria più potente.

Il comportamento su strada della Giulia Nuova Super Diesel a parte le prestazioni scarse, è lo stesso della Giulia a Benzina, il volante risulta appesantito dal maggior peso che grava all'avantreno, il comfort già modesto nel modello a benzina risulta peggiorato dalla rumorosità del motore, le sospensioni si irrigidiscono sullo sconnesso e trasmettono all'abitacolo le asperità del suolo, buoni invece i freni a 4 dischi.

La tenuta di strada è ottima in tutte le condizioni.

La Giulia Nuova Super Diesel è stata un fiasco commerciale, i motivi sono da ricercare sicuramente nella linea e nella meccanica ormai datate della Giulia, una carrozzeria di 15 anni ormai vecchia rispetto alla concorrenza europea, anche il motore Perkins  4108 nonostante le sue doti di robustezza era un motore già vecchio, lento e rumoroso soprattutto ai bassi regimi, che poco si adattava ad una berlina sportiva come la Giulia.

Viste la scarsa brillantezza sia in velocità che in accelerazione, chi comprava la Giulia Nuova Super Diesel lo faceva solamente per i bassi consumi che erano il punto di forza di questa vettura, un consumo medio di 6,8 litri ogni 100 km. 


Caratteristiche Tecniche:

  • Motore: Diesel, cilindrata 1760 cc, alesaggio x corsa = 79,4 x 88,9 mm, potenza max 52 CV DIN a 4000 giri/min
  • Corpo vettura: berlina 4 porte 5 posti
  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 10/41
  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido
  • Freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno a depressione
  • Dimensioni: lunghezza 4.18 m, larghezza 1.56 m, peso a vuoto 1130 kg
  • Pneumatici: 165 SR 14
  • Prestazioni: velocità max 138 km/h
  • consumo: 6,8 litri/100 km
Prezzo di listino 5.865.000 lire
Valutazione Attuale: 3.000 euro (ruoteclassiche novembre 2013)



venerdì 21 novembre 2008

Ford Consul Classic 315 & Consul Capri(1961-1964)















La Storia:

La Ford Consul Classic 315 e la coupè Consul Capri, nascono nel 1961 con lo scopo di colmare il vuoto nella gamma della Ford inglese tra l'Anglia e la e la Zephir 4 MK3, secondo i dettami della nuova moda americana degli anni '60.

Vengono prodotte dalla Ford in Gran Bretagna tra il 1961 e il 1964, con un estetica molto simile a quella della Ford Anglia della quale riprendeva il caratteristico lunotto posteriore ad angolo inverso, particolare non presente sulla Consul Capri.



La Tecnica:


La linea della carrozzeria delle Ford Consul 315 & Consul Capri segue i dettami della moda americana degli anni '60, con pinne posteriori abbassate e gruppi ottici piccoli e circolari, ampio vano bagagli con ottima accessibilità,
la forma della carrozzeria è piuttosto elaborata con abbondanza di spigoli e nervature
L'abitacolo è ampio comodo e spazioso, con sedili larghi, la strumentazione è tipicamente anni 60, a sviluppo orizzontale, ma con strumenti incassati e poco visibili.

Dal punto di vista meccanico la Ford Consul Classic era simile alla Anglia, cambio con leva al volante, frizione a comando idraulico, impianto di frenata con dischi all'avantreno.
Il motore è potente ed elastico, 4 cilindri in linea da 1340 cc e 57 CV, mentre la Ford coupè Consul Capri ha il comando cambio a leva centrale e monta un motore da 1498 cc.



Caratteristiche Tecniche: (Ford Consul 315)



  • Motore: 4 cilindri in linea, cilindrata 1340 cc, potenza max 56,5 CV SAE a 5000 giri/min, alesaggio x corsa = 80,96 x 65,07 mm, rapporto di compressione 8,5 : 1, coppia max 10,65 mkg a 5000 giri/min
  • Alimentazione: 1 carburatore invertito monocorpo Zenith 34 VN
  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con 4 marce, la prima non sincronizzata, comando al volante, frizione monodisco a secco a comando idraulico
  • Freni idraulici a pedale a disco all'avantreno e posteriori a tamburo
  • Corpo vettura: berlina 2 o 4 porte, 5 posti, carrozzeria portante in acciaio, sospensioni ant. indipendenti, post. a ponte rigido con balestre e ammortizzatori
  • Dimensioni: lunghezza 4,340 m, larghezza 1,660 m, altezza 1,430 m, peso a vuoto 882 kg, passo 2,520 m, carreggiata anteriore 1,260 m, carreggiata posteriore 1,260 m
  • Prestazioni: velocità max 135 km/h, accelerazione da 0 - 100 in 21,5 secondi
  • Consumo: medio 7,5 litri/100km
  • Pneumatici: 5.60 x 13 oppure 5.90 x 13
  • Serbatoio carburante: 41 litri
    • Valutazione attuale: 3.000 euro (Ruoteclassiche)



      Caratteristiche Tecniche: (Ford Consul Capri)



    • Motore: 4 cilindri in linea, cilindrata 1498 cc, potenza max 64 CV SAE a 4600 giri/min, alesaggio x corsa = 80,97 x 72,75 mm, rapporto di compressione 8,3 : 1, coppia max 12,8 mkg SAE a 4600 giri/min
    • Alimentazione: 1 carburatore invertito monocorpo Zenith 33 VN2
    • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con 4 marce, tutte sincronizzate, comando a leva centrale, frizione monodisco a secco a comando idraulico, rapporto al ponte 4,125: 1
    • Freni idraulici a pedale a disco all'avantreno e posteriori a tamburo
    • Corpo vettura: Coupè 2 porte , 2 posti + 2 , carrozzeria portante in acciaio, sospensioni ant. indipendenti, post. a ponte rigido con balestre e ammortizzatori
    • Dimensioni: lunghezza 4,340 m, larghezza 1,660 m, altezza 1,37 m, peso a vuoto 947 kg, passo 2,520 m, carreggiata anteriore 1,260 m, carreggiata posteriore 1,260 m
    • Prestazioni: velocità max 130 km/h
    • Consumo: medio 8,7 litri/100km
    • Pneumatici: 5.60 x 13
    • Serbatoio carburante: 41 litri
      • Valutazione attuale: 3.000 euro (Ruoteclassiche)

        Curiosità:

        Sia La Ford Consul 315 che la Consul Capri avevano un interuttore nel vano motore che consentiva di avviare il motore senza dover entrare nell'abitacolo.

        Alfa Romeo Giulia GTA (1966-1975)

        Storia & Tecnica

        La Giulia Sprint GT si rivelò subito un'auto adatta alle competizioni, ma siccome il peso della vettura di serie era eccessivo, venne realizzata una versione alleggerita (GTA sta per Gran Turismo Alleggerita), eliminando i dispositivi antirombo, e realizzando i lamierati della carrozzeria in Peraluman 25, una lega a base di zinco, alluminio e manganese, si ottenne così una riduzione del peso di oltre 200 kg.
        Tra il 1966 e il 1969 la Giulia GTA viene prodotta in 493 esemplari, disponibile solo in due colori, rosso e biancospino.

        Le modifiche apportate alla carrozzeria furono poche, al frontale cambiarono la mascherina e lo scudetto, vennero aggiunte due prese d'aria, lateralmente cambiarono le maniglie, e vennero aggiunti sui parafanghi anteriori gli adesivi triangolari con il quadrifoglio verde dell' Autodelta.
        All'interno, volante sportivo Hellbore in alluminio, e sedili alleggeriti, la vettura era stata spogliata di tutto quello che non era necessario per ridurre il peso.

        Il motore della Giulia GTA ha la testata a doppia accensione, coperchio punterie e coppa dell'olio in elektron, carburatori doppio corpo Weber 45 DCOE 14, potenza max 133 CV SAE a 6000 giri/min, pneumatici 165 x 14 e cerchi Campagnolo da 6 pollici.

        Questo modello gareggiò nelle categorie Turismo e ottenne un enorme successo sportivo, sia in Italia che all'estero.

        Nel 1967 per poter partecipare alle competizioni Turismo fino a 1300 venne realizzata la Giulia GTA 1300 Junior, con la stessa procedura di alleggerimento toccata alla 1600, inoltre vennero alzati i passaruota dei parafanghi per consentire il montaggio di ruote con cerchi Campagnolo da 7 pollici.
        Internamente la Giulia GTA 1300 Junior è simile alla 1600, i sedili sono privi di regolazioni e di poggiatesta.

        Per quanto riguarda il motore ha sempre la testata a doppia accensione, monta carburatori doppio corpo Weber DCOE 18, ha una potenza max di 110 CV SAE a 6000 giri/min.
        La Giulia GTA 1300 Junior venne prodotta in 492 esemplari tra il 1968 e il 1975, esteticamente presenta molti adesivi su tutta la carrozzeria.

        Anche essa si rivelò una vettura di gran successo nelle competizioni sportive e continuò a gareggiare fino alla fine degli anni '70.
        La Giulia GTA ebbe la sua massima evoluzione con la 1750 GTAm e con la 2000 GTAm, che arrivò a sviluppare 220 CV SAE 7200 giri/min.

        I successi sportivi della Giulia GTA in tutte le sue versioni furono notevoli, e si susseguirono per quasi 15 anni, in Italia e in vari paesi del mondo, vincendo competizioni contro vetture di cilindrata doppia e a volte anche tripla.
        Tutto questo successo si deve al reparto corse dell'Alfa Romeo, rappresentato dall'Autodelta, che curò l'evoluzione di queste memorabili vetture, altrettanto merito lo ebbero i piloti che nel corso degli anni si alternarono alla guida delle GTA.

        Valutazione Attuale:

        Giulia GTA 1600: 50.000 euro (di listino nel 1966: 2.995.000 lire)
        Giulia GTA 1300 Junior: 40.000 euro (di listino nel 1975: 3.690.400 lire)
        GTAm: 80.000 euro

        (quotazione Ruoteclassiche novembre 2008)

        giovedì 20 novembre 2008

        Alfa Romeo 1900 Cabriolet








        A.R 1900 Cabriolet



        La Storia:


        Realizzata da Pininfarina, la Cabriolet deriva dalla 1900 berlina del 1950.

        La 1900 berlina è stata la prima vettura della casa milanese a scocca portante prodotta in grande serie dopo la seconda guerra mondiale.
        Naturalmente essendo una vettura di grande successo, i vari carrozzieri la utilizzarono come base per la realizzazione di stupende fuoriserie.
        La 1900 Cabriolet viene costruita da Pininfarina in 88 esemplari in due serie.


        La Tecnica:


        La 1900 Cabriolet viene realizzata sul pianale a passo corto della berlina, ha una linea a forma affusolata, simile ad altri modelli marchiati Pininfarina, come la Lancia Aurelia B50, ma mantiene l'inconfondibile stile Alfa Romeo, soprattuto nel frontale, dove spicca imponente lo scudetto della casa milanese.


        L'interno è piacevole, cruscotto in lamiera verniciata in tinta con la carrozzeria, strumentazione a bordatura cromata completa e ben leggibile, costituita da due grandi quadranti (tachimetro e contagiri) e da due più piccoli (pressione dell'olio e livello benzina), al centro del cruscotto c'è la radio a onde medie.


        Il motore è un bialbero a 4 cilindri in linea da 100 CV che garantivano alla vettura elevate prestazioni, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori ad assale rigido, leva del cambio al volante.

        I freni essendo a tamburo e senza servofreno non sono assai efficaci, ma la tenuta di strada è ottima, va ricordato che la 1900 berlina era la vettura di famiglia che vinceva le corse!


        Caratteristiche Tecniche:


        • Motore: cilindrata 1884 cc, alesaggio x corsa = 82,5 x 88 mm, rapporto di compressione 7,75:1, potenza max 100 CV a 5500 giri/min
        • Alimentazione: un carburatore invertito a doppio corpo
        • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 4 rapporti + RM con comando al volante, frizione monodisco a secco
        • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido
        • Freni: a tamburo sulle 4 ruote senza servofreno
        • Dimensioni: lunghezza 4.335 m, larghezza 1.625 m, peso a vuoto 1150 kg
        • Prestazioni: velocità max 155 km/h
        • consumo: 16 litri/100 km

        martedì 18 novembre 2008

        Benelli Moto a 6 Cilindri 750 cc










        Benelli 750, Moto a Sei Cilindri

        La Storia:

        La moto Benelli Sei rappresenta una novità nel panorama motociclistico degli anni '70, infatti è la prima motocicletta a 6 cilindri ad essere prodotta in serie. Nasce nel 1972 grazie a Alejandro de Tomaso, un'imprenditore italo-argentino che aveva da poco acquistato la Moto Guzzi e la Benelli, e si era messo in testa di battere la concorrenza delle moto giapponesi.

        La Tecnica:

        La Benelli Sei era davvero una bella moto per quei tempi, una Maxi Moto, raffinata e veloce, solo a guardarla si rimaneva stupiti dall'imponenza del suo motore a sei cilindri, che aveva un suono bellissimo, quasi inavvertibile al minimo, e in accelerazione sembrava più ad una turbina che ad un motore, regolare nel funzionamento e molto silenzioso.

        Malgrado le dimensioni del motore, la Benelli 6 appare compatta, al pari di una normale 4 cilindri giapponese di equivalente cilindrata, i comandi sono ben disposti e funzionali, la sella è piuttosto bassa e favorisce la distribuzione dei pesi, manubrio e serbatoio stanno più in alto. La strumentazione è completa, comprende: contachilometri, contagiri, e 5 spie luminose, inoltre sotto la sella c'è un piccolo vano con serratura a chiave per eventuali oggetti.

        La potenza del motore della Benelli Sei ha un erogazione regolare, sia ai bassi che agli alti regimi di funzionamento, questa caratteristica consente di viaggiare quasi sempre in quinta marcia e di cambiare assai raramente, anche se le doti migliori del motore escono dopo i 3500 giri/min. Tuttavia il cambio non era fatto molto bene, innesti lunghi e piuttosto duri, inoltre la catena necessita di frequenti regolazioni, anche la frizione è dura da azionare.

        Freni potenti, (anche troppo) consentono l'arresto della moto in brevi spazi, ma attenzione, tendono a far bloccare le ruote istantaneamente, la maneggevolezza è ottima, e così pure l'aderenza alla strada, senza ondeggiamenti o sbandamenti anomali.

        Note Dolenti:

        Purtroppo nel tempo le Benelli 6 presentarono molti difetti che scoraggiarono l'acquisto, pregiudicando il successo sperato, inoltre la Benelli Sei 750 costava più delle sue concorrenti giapponesi. Subentrarono trafilaggi di olio dai cilindri, i leveraggi del cambio costruiti in acciaio scadente si usuravano prematuramente fino al bloccaggio degli innesti, la catena di trasmissione tendeva ad allungarsi e richiedeva frequenti regolazioni.

        Anche l'impianto elettrico risultava inadeguato.

        Insomma la Benelli Sei 750 non ottenne il successo sperato, rimanendo quasi fuori dal mercato, fu destinata a non essere un esemplare prodotto in grandi numeri, ma a rimanere un oggetto da collezionismo.

        Caratteristiche tecniche:

        • Motore: in lega leggera a 4 tempi, 6 cilindri in linea, alesaggio x corsa 56 x 50,6 mm, rapporto di compressione 9,8:1 potenza 75 CV DIN a 9000 giri/min, distribuzione a 1 albero a camme in testa a catena
        • Alimentazione: 3 carburatori dell'orto VHB 24
        • Avviamento elettrico, accensione elettronica, batteria 12 V e alternatore
        • Trasmissione: cambio a 5 velocità con frizione a dischi multipli a bagno d'olio, trasmissione a catena, pignone 17 denti, corona 41 denti
        • Freni: anteriori a doppio disco, comando idraulico, posteriori a tamburo con comando meccanico
        • Telaio: tubolare a doppia culla, forcella idraulica anteriore, forcellone posteriore oscillante e ammortizzatori idraulici telescopici regolabili e molle elicoidali.
        • Serbatoio: capacità 22 litri
        • Dimensioni: lunghezza 2,10 m, larghezza 0,76 m, peso a vuoto 210 kg.
        • Consumo: 7,5 - 9,5 litri/100 km
        • Velocità: oltre 200 km/h

        Il motore della Benelli Sei è uno dei pochi, o forse addirittura l'unico 6 cilindri in linea della produzione mondiale montato su una moto.

        domenica 16 novembre 2008

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        Fiat 1300 Berlina (1961-1966)



        Fiat 1300 Berlina

        La Storia:

        Nell'aprile del 1961 la Fiat lancia la 1300, un'auto che segna l'ingresso della casa torinese nella classe 1,3 litri, la 1300 era una vettura robusta e veloce, dalla linea americaneggiante,(detta a saponetta) ispirata alla Chevrolet Corvair, il suo compito commerciale era colmare il vuoto esistente tra la 1100 e la 1800.

        La Fiat 1300 ebbe un successo immediato, basti pensare che ne vennero vendute oltre 35.000 nei primi sei mesi di vendita. Questa autovettura accontentava le esigenze di quegli automobilisti che volevano una macchina veloce e robusta e abbastanza lussuosa. La produzione della 1300 cessa nel 1966.

        La Tecnica:

        La Fiat 1300 è un'auto molto comoda e confortevole, con sedili soffici e ben imbottiti, comoda per 4 persone, il posto di guida è vecchio stile con volante alto, troppo vicino al pilota, il comando del cambio è al volante.

        Il motore è un 4 cilindri in linea a corsa lunga da 1295 cc, con caratteristiche sportive, ovvero testata polisferica e valvole inclinate di 45° tra di loro, uno studio accurato era stato dedicato ai collettori di scarico. Sterzo a vite e rullo, freni a disco all'avantreno e posteriori a tamburo, con servofreno a depressione.

        Criticabile nella tenuta di strada e nel consumo, ma la Fiat 1300 è stata sicuramente una vettura riuscita sia meccanicamente che stilisticamente.

        Caratteristiche Tecniche:


      • Motore: 4 cilindri in linea, cilindrata 1295 cc, potenza max 72 CV SAE a 5200 giri/min, alesaggio x corsa = 72 x 79,5 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1, coppia max 10,5 mkg SAE a 3400 giri/min
      • Alimentazione: 1 carburatore invertito Weber doppio corpo 28-36 DCD oppure Solex PAIA/1
      • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con 4 marce sincronizzate con comando al volante, frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,1 : 1 (10/41)
      • Freni idraulici a pedale a disco all'avantreno e posteriori a tamburo con servofreno a depressione
      • Corpo vettura: berlina 4 porte 4-5 posti, carrozzeria portante in acciaio, sospensioni ant. indipendenti, post. a ponte rigido con balestre e ammortizzatori
      • Dimensioni: lunghezza 4,03 m, larghezza 1,54 m, altezza 1,42 m, peso a vuoto 960 kg, passo 2,42 m, carreggiata anteriore 1,29 m, carreggiata posteriore 1,27 m
      • Prestazioni: velocità max quasi 140 km/h, accelerazione da 0 - 100 in 22,7 secondi
      • Consumo: medio 8,6 litri/100km
      • Pneumatici: 5.60/13
      • Serbatoio carburante: 45 litri, riserva 5 litri
        • Prezzo di Listino: 1.178.000 lire nel 1962

          Valutazione attuale: 3.000 euro (Ruoteclassiche)

          Curiosità:

          La Fiat 1300 Berlina era disponibile anche con motore da 1500 cc, poco tempo dopo al salone di Torino viene presentata la versione familiare, un'auto dalle stesse dimensioni della berlina ma dotata di abitacolo allungato e portellone posteriore.
          Nel 1962 la Polizia stradale richiede una fornitura di Fiat 1300.
          La Fiat 1300 esce di produzione nel 1966, mentre la 1500 nel 1967, e verrà sostituita dalla Fiat 125.

          La Giulia e La Sicurezza Stradale

          La Giulia era stata definita come una delle auto più sicure di tutta Europa, per la cura dedicata ai materiali con cui era stata costruita e gli accorgimenti introdotti ai fini della sicurezza.

          Negli anni '60 il parco vetture circolante inizia ad aumentare notevolmente, e di conseguenza anche gli incidenti stradali, l'Alfa Romeo è una delle prime case automobilistiche italiane a ragionare in termini di sicurezza stradale, infatti nella Giulia come in tutte le altre auto della casa milanese, il problema della sicurezza è stato particolarmente curato.

          La Giulia era stata dotata di tutti quegli accorgimenti mirati alla salvaguardia dei suoi passeggeri, per quanto riguarda la possibilità di evitare gli incidenti, quindi elevata tenuta di strada, frenatura, maneggevolezza, e ottima visibilità, pneumatici ad alto coefficiente di aderenza e resistenza in tutte le condizioni stradali.

          Inoltre la Giulia era stata dotata di

          • predisposizione per le cinture di sicurezza
          • cruscotto imbottito privo di oggetti sporgenti e costruito in materiale antiriflettente
          • piantone dello sterzo corto
          • parabrezza eiettabile in caso di urto frontale
          • maniglie per i passeggeri
          • schienali anteriori imbottiti che attutivano in caso di frenata brusca o incidente l'urto in avanti dei passeggeri del sedile posteriore

          La caratteristica più importante della Giulia era la scocca a deformabilità differenziata, ovvero abitacolo a struttura rigida che garantisce un elevata protezione dei passeggeri, mentre la parte anteriore e quella posteriore a struttura deformabile, che assorbiva la gran parte della forza d'urto. Grazie all'abitacolo a struttura rigida era ridotto il rischio di apertura o di blocco delle portiere a causa di un incidente stradale.

          venerdì 14 novembre 2008

          A.R. Giulia Sprint GT Veloce (1966-1968)



          La Storia:

          A quattro anni di distanza dal lancio della Giulia Sprint GT, la casa milanese presenta al salone di Ginevra del 1966 la Giulia Sprint GT Veloce, una vettura molto rassomigliante alla precedente, ma con lievi modifiche al motore ed a altri particolari di carrozzeria ed interni.

          La Tecnica:

          Per quanto riguarda il motore la potenza è stata aumentata di 3 cavalli passando a 109 CV DIN, che garantiscono un livello di prestazioni superiore e una velocità max che sfiora i 190 km/h, insomma era davvero veloce per essere una 1600 cc.

          Per quanto riguarda la carrozzeria, alla coda è stata aggiunta la scritta "veloce" tra il gruppo ottico destro e la targa, anteriormente diminuisce il numero dei listelli cromati sopra alla presa d'aria che diventano tre, lateralmente alla base del montante posteriore viene aggiunto uno stemma contenente un quadrifoglio.

          Internamente viene modificata la plancia, le alette parasole, i pannelli delle portiere che diventa simile a quello della GT 1300 Junior, inoltre il pianale viene rivestito di moquette, e i sedili anteriori sono più avvolgenti.
          Tutto il resto rimane invariato.

          Caratteristiche Tecniche:



          • Motore: cilindrata 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm, rapporto di compressione 9:1, potenza max 109 CV DIN a 6000 giri/min
          • Alimentazione: due carburatori a doppio corpo Weber 40 DCOE 27
          • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/41
          • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido
          • Freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno a depressione
          • Dimensioni: lunghezza 4.08 m, larghezza 1.58 m, peso a vuoto 1020 kg
          • Prestazioni: velocità max quasi 190 km/h
          • consumo: 10,5 litri/100 km

          Prezzo di listino 2.195.000 lire

          Prezzo su Strada: 2.364.000 lire

          Valutazione attuale: 10.000 euro (ruoteclassiche novembre 2008)

          Hanno Parlato Di Lei:

          Quattroruote Febbraio 1967 prova su strada.

          La Giulia Sprint GT Veloce è un'altra granturismo di successo della casa milanese, di livello decisamente superiore delle altre auto di maggiore cilindrata, ottime le prestazioni ed anche la tenuta di strada, la GT Veloce, è una Sprint in tutti i sensi!

          giovedì 13 novembre 2008

          Fiat 1500 Lunga (1962-1968)










          La Fiat 1500 Lunga


          La Storia:


          Nel 1961 la Fiat presenta al pubblico due vetture innovative, la Fiat 1300 e la 1500, differenti per cilindrata ma identiche nella carrozzeria.
          Nel 1962, per venire incontro alle esigenze di molti clienti che richiedevano una vettura di dimensioni superiori alla media ma con cilindrata contenuta, viene presentata la Fiat 1500L
          (L significa lunga), una vettura realizzata sul telaio della Fiat 1800 utilizzando motore e meccanica della Fiat 1500.


          La Tecnica:

          Il risultato è una comoda 5 posti, all'occorrenza 6 dal bagagliaio ampio, la linea della carrozzeria spigolosa ma piacevole, grado di finitura buono.
          Il corpo vettura è quello della Fiat 1800, mentre il motore e la meccanica sono quelli della 1500, soluzione che ha permesso di dare all'utente una vettura comoda ma economica, la cilindrata è 1481 cc con potenza max di 80 CV SAE a 5200 giri/min, rispetto alla 1500 il rapporto al ponte viene portato da 10/41 a 9/40.

          La Fiat 1500 pesa 70 kg meno della 1800, raggiunge la velocità max di 150 km/h, con buone caratteristiche di accelerazione e ripresa, anche la tenuta di strada è buona anche alle alte velocità.


          Caratteristiche Tecniche:

        • Motore: 4 cilindri in linea, cilindrata 1481 cc, potenza max 80 CV SAE a 5200 giri/min, alesaggio x corsa = 77 x 79,5 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1, coppia max 12 mkg SAE a 3200 giri/min
        • Alimentazione: 1 carburatore invertito Weber doppio corpo 28-36 DCD
        • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio con 4 marce sincronizzate e frizione monodisco a secco, a richiesta frizione automatica Saxomat, rapporto al ponte 4,44 : 1 (9/40)
        • Corpo vettura: berlina 4 porte 5-6 posti, carrozzeria portante in acciaio, sospensioni ant. indipendenti, post. a ponte rigido con balestre e ammortizzatori
        • Dimensioni: lunghezza 4,48 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,47 m, peso a vuoto 1200 kg, passo 2,65 m, carreggiata anteriore 1,34 m, carreggiata posteriore 1,31 m
        • Prestazioni: velocità max quasi 150 km/h, accelerazione da 0 - 100 in 19,7 secondi
        • Consumo: medio 10,1 litri/100km
        • Pneumatici: 5.60/13
        • Serbatoio carburante: 60 litri
          • Prezzo di Listino: 1.360.000 lire nel 1962

            Prezzo su Strada: 1.441.900

            Valutazione attuale: 3.500 euro (Ruoteclassiche)


            Hanno Parlato Di Lei:

            Quattroruote Luglio 1963: prova su strada.

            martedì 11 novembre 2008

            La Fiat 500 Che Faceva i 180 km/h

            Verso la metà degli anni '60 una notizia fece molto scalpore, ne parlarono i quotidiani e anche la rivista Quattroruote: in quel di Parma c'era una Fiat Nuova 500 che sfiorava i 180 km/h e i suoi conducenti si divertivano a superare vetture sportive e di grossa cilindrata.

            Bel mistero, la Fiat 500 raggiungeva al massimo i 95 km/h la Giannini 500 raggiungeva i 130 nella versione più spinta, idem per la Abarth 500,... e allora?
            Niente di strano, solo due meccanici di Parma che si erano divertiti a sostituire il motore originale della Fiat Nuova 500 con il propulsore della Panhard PL 17 Tigre.

            Altro che elaborazioni Giannini o Abarth, quì si era sostituito il motore della Nuova 500 da 22,5 CV con quello di un'auto che ne sviluppa 60, quasi tre volte in più, che spingeva la piccola Fiat ad una velocità doppia di quella originale.

            Risultato una piccola bomba che poteva sfidare in gare di velocità qualunque auto, visto l'elevata potenza rispetto un peso di appena 500 kg, ma era assolutamente illegale, e non fu un caso isolato, infatti la Polizia Stradale ricevette l'ordine di intensificare controlli sulle auto elaborate che circolavano sulle strade a velocità eccessive, in quanto vetture così artigianalmente modificate, non possedevano più i requisiti di sicurezza, frenature e stabilità, costituendo un pericolo per la circolazione.

            In questo caso scattava il ritiro del libretto di circolazione e relativa multa.
            Infatti un'auto costruita dalla casa con prestazioni limitate, non può garantire frenata e stabilità con un motore tre volte più potente, un veicolo simile per poter circolare dovrebbe essere valutato dall'Ispettorato della Motorizzazione Civile prima di poter circolare su strada.

            Meccanica D'Epoca: il Ponte De Dion


            Il Ponte De Dion Dell'Alfetta







            La Storia:

            Il ponte De Dion prende nome dal suo ideatore e costruttore francese, il Marchese Alberto De Dion, un personaggio che contribuì notevolmente allo sviluppo e alla diffusione dell automobile. Nel 1883 assieme al socio Bouton fonda la nota "De Dion - Bouton", fabbrica destinata prima alla costruzione di veicoli a vapore, poi di motori a scoppio, successivamente tricicli e le prime autovetture.

            Il brevetto del Ponte De Dion risale al 20 Marzo 1893, e la sua prima applicazione avviene sui veicoli a vapore che il Marchese costruì all'epoca.

            La Tecnica:

            Caratteristica fondamentale del ponte De Dion è che le ruote sono collegate da una barra trasversale detta anche assale, di solito sistemata posteriormente. Gli organi di trasmissione, differenziale, cambio e spesso anche la frizione sono in blocco, e vengono fissati al corpo vettura, mentre la potenza alle ruote viene trasmessa da semiassi oscillanti muniti di giunti alle estremità.

            La sospensione può essere a balestra, a mollone o a barra di torsione, fondamentali sono gli schemi di ancoraggio del retrotreno alla vettura, nell'Alfetta ad esempio viene utilizzato lo schema a parallelogramma di Watt.

            Il retrotreno a ponte De Dion è una soluzione raffinata , ma allo stesso tempo complessa e costosa, infatti viene utilizzato in gran parte su vetture di elevate prestazioni o di classe superiore.

            Le sospensioni di un autoveicolo devono svolgere un compito assai difficile, assicurare il comfort di marcia e assorbire le irregolarità stradali, inoltre assicurare aderenza dell'auto alla strada. Il sistema a ponte De Dion costituisce un compromesso tra i vantaggi del sistema a ruote indipendenti e quello a ponte rigido, garantisce una diminuzione delle masse non sospese (freni, ruote sospensione e organi di trasmissione), caratteristica tipica della sospensione a ruote indipendenti, e allo stesso tempo mantiene la direzionalità alle ruote e la loro resistenza al rollio (coricamento trasversale), caratteristica tipica della sospensione a ponte rigido.

            Applicazioni:

            Il Marchese De Dion dopo averlo brevettato fu il primo ad applicarlo sulle sue auto. Nel 1893 lo applicò ai suoi veicoli a vapore e poi ad altre sue auto come la De Dion 3,5 CV del 1899 oppure la De Dion 4 Cilindri Del 1911. In seguito venne applicato su alcune vetture americane degli anni '20, e poi in Europa negli anni '30 su vetture da competizione.

            Dal dopoguerra e fino a tempi recenti c'è stata la vera diffusione del ponte De Dion, viene utilizzato per vetture di prestazioni elevate come L'Alfa Romeo 159, l'Alfetta, la Giulietta, la 75 e la 90, e altre vetture di classe elevata come la Rover 2000 del 1963, la Lancia Aurelia del 1953, le Opel Admiral e Diplomat del 1969, ma anche la Ferrari 4500 F1 del 1950, le Aston Martin e le Monteverdi e molte altre.

            Alfa Romeo Alfetta 1800 (1972)







            A.R Alfetta 1800 (1972)



            La Storia:

            La casa milanese presenta nel 1972 l'Alfetta 1800, una delle sue vetture di maggior successo, tanto da essere considerata uno dei simboli dell’automobilismo italiano degli anni Settanta.
            L'Alfetta 1800 nasce per sostituire la 1750 berlina , e si pone in un segmento intermedio tra la "2000"berlina e la "Giulia 1600 ", è stata per anni una delle vetture più vendute in Italia, e molto conosciuta anche all'estero per le sue caratteristiche di berlina sportiva, e le sue eccellenti prestazioni.


            Il nome ricorda la celebre Alfetta 159, vettura monoposto famosa negli anni '40 per i suoi successi nelle competizioni sportive.


            La Tecnica:

            L'Alfetta 1800 è una vettura innovativa rispetto alle precedenti Giulia e 1750, sia per quanto riguarda l'impostazione meccanica che per la cura nei particolari e nel comfort di marcia che risulta notevolmente migliorato.


            La vera novità introdotta con l'Alfetta 1800 è il sistema di trasmissione a ponte De Dion
            che fa spostare al retrotreno gli organi di trasmissione. Si sceglie di utilizzare questo raffinato sistema che racchiude in se i vantaggi dei due fondamentali schemi di trasmissione in uso sulle auto (ponte rigido e a ruote indipendenti).


            Rispetto alla 1750, l'Alfetta ha ottenuto una riduzione delle masse non sospese al retrotreno del 30%, inoltre il ponte De Dion mantiene le caratteristiche di direzionalità e resistenza al rollio tipiche del ponte rigido.
            Lo schema Alfetta - De Dion presenta il cambio a 5 marce in blocco con il differenziale, semiassi oscillanti e dischi freno all'uscita del differenziale, parallelogramma di Watt.

            Questo sistema garantisce alla vettura una perfetta distribuzione dei pesi, 50% all'avantreno e 50% al retrotreno, che unite alle caratteristiche dello sterzo, danno un'ottima tenuta di strada in tutte le condizioni, portando l'Alfetta ai vertici della sua categoria.
            La sensazione di sicurezza dell'Alfetta è difficilmente riscontrabile in alte vetture della stessa potenza.

            Il motore è un quattro cilindri bialbero da 140 CV SAE ottimo sotto tutti gli aspetti, la coppia motrice è elevata e disponibile anche dai bassi regimi, inoltre sopporta molto bene il fuori giri, la velocità è più che buona, quasi 185 km/h, grazie alla migliorata profilatura della carrozzeria e ai rapporti del cambio allungati.


            Buone anche accelerazione, ripresa e frenata, in linea con le caratteristiche già riscontrate sulla 1750.


            Il comfort di marcia non è mai stato una dote delle precedenti Alfa Romeo, ma con l' Alfetta è stato particolarmente curato, la vettura è finalmente comoda e silenziosa, grazie alle maggiori dimensioni dell'abitacolo, alla buona insonorizzazione, e alle nuove sospensioni.

            Caratteristiche Tecniche:


            • motore: bialbero 1779 cc, alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm
            • potenza max: 140 CV SAE a 5500 giri/min
            • coppia max 19,0 mkg SAE a 3000 giri/min
            • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
            • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
            • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
            • dimensioni: lunghezza 4,28 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,43 m, peso 1060 kg
            • prestazioni: velocità max oltre 180 km/h
            • consumo: 11,5 litri/100 km
            • pneumatici: 165 SR 14
            • serbatoio: 49 litri
            • accessori a richiesta: Interno texalfa, appoggiatesta regolabili, lunotto termico, vernice metallizzata

            Prezzo di listino nel 1972: 2.245.000 lire

            Valutazione attuale: 4000 euro (ruoteclassiche Novembre 2008)

            Hanno Parlato Di Lei:

            Quattroruote Giugno-Luglio 1972 (prova su strada)

            Quattroruote Maggio 1975 (prova dei 100.000 Km)

            Quattroruote ha sempre dedicato attenzione alla resistenza e alla durata nel tempo delle automobili, in questo caso ha provato un'Alfetta 1800 per 100.000 km, poi l'ha sottoposta ad un test di tutte le sue prestazioni, dello stato della carrozzeria, poi l'ha smontata pezzo per pezzo per verificarne il grado di usura di tutti gli organi meccanici.

            I risultati ottenuti erano più che buoni, l'Alfetta dopo 100.000 km aveva ancora le stesse prestazioni di quando era nuova, in certi casi erano addirittura migliorate, inoltre carrozzeria, e tutti gli organi meccanici erano ancora in ordine, in grado di percorrere ancora molta strada.

            Curiosità:

            L'Alfetta 1800 è stata una vettura molto famosa negli anni '70 in dotazione a Polizia Stradale, Carabinieri e Guardia di Finanza come vettura da inseguimento, sostituiva le ormai datate Giulia 1600, molto presente nella produzione cinematografica dell'epoca, soprattutto nel filone poliziottesco in cui pericolosi banditi venivano inseguiti dalle forze dell'ordine a bordo di velocissime Alfetta.

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            Eventi

            • 7-8 Febbraio 2009 "Milano Classic Motors"
            • 15-16 Novembre Salone del Modellismo Presso Padova Fiere
            • 8-12 Dicembre 2008 Fiera Ricambi Auto Moto d'Epoca a Ferrara