sabato 28 dicembre 2013

Auto Union Audi 100 GL Serie C1

Auto Union Audi 100 GL














L'Auto Union Audi 100 conosciuta anche come Serie C1 era una berlina di classe superiore, la più potente e lussuosa della gamma Audi, prodotta tra il 1968 e il 1974, era destinata ad un pubblico esigente e raffinato, che desiderava una berlina di classe veloce e potente, con caratteristiche abbastanza diverse da quelle delle concorrenti ad un prezzo non eccessivo. 

L'Auto Union Audi 100 venne presentata alla fine del 1968, ricordiamo che l'Audi era ritornata a produrre automobili nel 1965 grazie al contributo di Volkswagen, Mercedes e Nsu, dopo 30 anni di assenza.

L'Auto Union Audi 100 GL era il modello di punta della produzione Audi, presentata nel 1971 dervava direttamente dall'Auto Union Audi 100 LS, della quale manteneva la stessa impostazione tecnica, berlina a 3 volumi  dalle linee classiche, l'aspetto esterno è identico a quello della 100 LS, dalla quale si distingueva per il frontale a quattro fari rotondi come nella 100 Coupè, L'ASuto Union Audi 100 GL montava lo stesso motore della 100 coupè, un quattro cilindri  da 1871 cc depontenziato per l'adozione di un singolo carburatore bicorpo.


La Tecnica:


L'impostazione meccanica dell'Auto union Audi 100 GL ricalca quella della 100 LS, il motore è quello della 100 coupè erogante 112 CV DIN, che spinge la vettura ad una velocità massima di 180 km/h, lo schema fondamentale della meccanica è uguale a quello di tutte le altre Audi allora in produzione, ovvero motore anteriore inclinato sulla sinistra con distribuzione ad aste e bilancieri, trazione anteriore, sospensione anteriore a triangoli sovrapposti oscillanti, sospensione posteriore a ponte rigido con bracci di spinta longitudinali e barra Panhard, freni antriori a disco all'uscita del cambio, posteriori a tamburo e servofreno.

Esternamente l'Auto Union Audi 100 GL è identica all'Audi 100 LS eccezion fatta per il frontale a quattro fari rotondi di eguale diametro, le linee della carrozzeria dall'aria austera e raffinata,  ricordano quelle di alcune Mercedes, di notevoli dimensioni L'Auto Union Audi 100 GL era un'auto di classe.

Internamente l'Auto Union Audi 100 GL è comoda per 5 persone grazie alle notevoli dimensioni della carrozzeria, lunga ben 4,62 metri, e grazie alla disposizione all'avantreno degli organi della trasmissione, sedili comodi e ben accessibili grazie alle portiere di ampie dimensioni, il posto di guida è comodo ma piuttosto infossato, plancia tradizionale ben curata,  strumentazione e dotazione di accessori adeguata alla classe della vettura.

Il motore dell'Auto Union Audi 100 GL è potente ed elastico, piuttosto rumoroso, eroga 112 Cv DIN e consente una velocità massima di 180 km/h, nell'Audi 100 LS si arrivava a 170 km/h, consente una buona accelerazione, da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi, il consumo è il linea alle prestazione della vettura, ma aumenta di molto alle alte velocità.

Il cambio a 4 marce a leva corta è ben sincronizzato e consente innesti rapidi, freni potenti, modulabili e resistenti alla fatica, sterzo buono, il comfort di marcia è buono grazie ai sedili molto comodi, ma è disturbato dalla rumorosità del motore, tenuta di strada buona, un pò meno sul bagnato causa la tendenza al derapaggio, per la tenuta sul bagnato influisce molto la qualità dei pneumatici, caratteristiche sottosterzanti tipiche della trazione anteriore.  


Caratteristiche Tecniche:


  • motore: 4 cilindri in linea 1871 cc, alesaggio x corsa = 84 x 84,4 mm
  • alimentazione: un carburatore invertito doppio corpo Solex 32 TDID
  • distribuzione: valvole testa, aste e bilancieri, albero a camme laterale, catena 
  • potenza max: 112 CV DIN a 5600 giri/min
  • coppia max: 16,3 Mkg DIN a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione anteriore, cambio a 4 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco.
  • freni: idraulici a disco all'avantreno, a tamburo al retrotreno, doppio circuito e servofreno.
  • carrozzeria: berlina 4 porte, 5 posti, telaio a piattaforma 
  • dimensioni: lunghezza 4,62 m, larghezza, 1,72 m, peso a vuoto 1050 kg
  • prestazioni: velocità max 180 km/h
  • consumo: a 80 km/h 6,85 litri/100 km - a 100 km/h 8,13 litri x 100 km -  a 120 km/h 9,98 l/ 100 km - consumo medio 8,9 litri/100 km
  • pneumatici: 165 SR 14   
  • serbatoio: 58 litri
  • giovedì 26 dicembre 2013

    Audi 90 2.0 Serie B3 (1987 - 1989)

    Audi 90 2.0 Serie B3
     

















    La Storia:


    L'Audi 90 serie B3 è  viene presentata alcuni mesi dopo il lancio dell' Audi 80, dalla quale deriva direttamente e si propone come per i modelli precedenti come versione lussuosa dell'Audi 80, mantenendo la stessa carrozzeria, ma con le consuete modifiche ovvero paraurti in tinta con la carrozzeria, frontale con fari e mascherina rivisti, gruppi ottici posteriori ampliati e interni lussuosi.

    La motorizzazione prevedeva propulsori a 4 e 5 cilindri a benzina e il  4 cilindri turbodiesel, in Italia vennero commercializzate le seguenti versioni:

    • Audi 90 1.8 motore 4 cilindri in linea di 1781 cc a iniezione elettronica da 112 CV
    • Audi 90 2.0 E motore a 5 cilindri in linea di 1994 cc a iniezione elettronica da 116 CV
    • Audi 90 2.0 20V  motore 5 cilindri bialbero 20 valvole da 1994 cc da 158 CV anche in versione integrale.
    • Audi 90 Turbodiesel motore a 4 clindri Turbodiesel  
    L'Audi 90 2.0 era la versione intermedia della gamma 90, stessa carrozzeria dell'Audi 80 ma con motore 2 litri a 5 cilindri, gruppi ottici posteriori modificati, paraurti in tinta con la carrozzeria, frontale modificato con gruppi ottici e fendinebbia nuovi, interni più lussuosi e meglio accessoriati. 


    La Tecnica:


    Il motore a 5 cilindri dell'Audi 90 a iniezione meccanica gestita elettronicamente, deriva da quello della 80, eroga 115 CV, è il classico e collaudato 5 cilindri Audi già montato nelle precedenti versioni, ma aggiornato con dispositivi elettronici che ne migliorano il funzionamento.

    L'Audi 90 2.0 dispone di sospensioni anteriori tipo Mac Pherson, posteriori ad assale rigido con bracci longitudinali e biella trasversale barra Panhard di sostegno.

    Interessante il nuovo sistema di sicurezza passiva Procon Ten che in caso di impatti frontali molto violenti sfrutta l'arretramento del motore per allontanare il piantone dello sterzo dal guidatore e pre - tendere le cinture di sicurezza.

    Il motore è molto regolare e progressivo nella ripresa dai bassi regimi, ben insonorizzato e dalla rumorosità gradevole, consente una velocità massima di quasi 200 km/h una delle più alte nella sua categoria, grazie all'ottimo profilo aerodinamico della carrozzeria, discreta l'accelerazione e anche la ripresa.

    L'impianto frenante a 4 dischi e dell'ABS a richiesta è eccellente, buono anche il cambio caratterizzato da innesti precisi ed escursione breve della leva.

    I consumi dell' Audi 90 2.0 sono contenuti anche sfruttando il motore difficilmente si percorrono meno di 10 km con un litro.

    La taratura delle sospensioni dell'Audi 90 2.0 è piuttosto morbida, ma stabilità e tenuta di strada sono comunque sicure in ogni situazione.   

    Esternamente l'Audi 90 2.0 differisce di poco dall'Audi 80 ha una linea piacevole e moderna, l'abitabilità è buona per 4 persone, il posto di guida è piuttosto infossato, manca il volante regolabile, la plancia è ben realizzata con materiali di qualità, discreta la strumentazione, potente ed efficace la climatizzazione, bagaliaio poco capiente.

    Il grado di finitura dell'Audi 90 2.0 sia interno che esterno è di alto livello sia per la scelta dei materiali che per la cura nell'assemblaggio, per il buon gusta nell'accostamento dei colori e nella realizzazione delle forme, lamierati accuratamente allineati e ben verniciati.


    Caratteristiche Tecniche:


  • motore: anteriore 5 cilindri in linea 1994 cc, alesaggio x corsa = 81x77,4 mm
  • distribuzione: 1 albero a camme in testa, punterie idrauliche, 2 valvole per clindro
  • potenza max: 115 CV DIN a 5400 giri/min - KW 85
  • coppia max 172 NMm a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati frizione monodisco a secco.
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, sistema ABS a richiesta
  • carrozzeria: berlina 3 volumi 4 porte 5 posti
  • dimensioni: lunghezza 4,393 m, larghezza, 1,695 m, altezza 1,397 m, peso 1110 kg
  • prestazioni: velocità max  oltre 199 km/h
  • consumo: a 90 km/h 7,0 litri/100 km, a 120 km/h 8,6 litri x 100 km
  • pneumatici: 195/60 VH 14
  • serbatoio: 68 litri

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    Fiat 124 Berlina (1966 - 1970)

    Fiat 124 Berlina













    La Fiat 124 viene presentata nel Marzo del 1966, come berlina media italiana ed europea, derivata dalla Fiat 1100 D, la Fiat 124 ottenne un immediato successo, tanto che fu premiata come Auto dell'anno 1966.

    Con la 124, la Fiat voleva inserirsi nel mercato europeo delle berline di cilindrata attorno al litro, questa vettura ottenne un successo tale che fu venduta  in 4.000.000 di esemplari in tutto il mondo di cui 1.543.000 nel mercato italiano, infatti nella realizzazione della 124, la Fiat ha tenuto conto delle richieste del mercato mondiale delle vetture con cilindrata compresa tra 1100 e 1300 cc, ovvero dimensioni esterne contenute, buona disponibilità di spazio per abitabilità e bagagliaio, motore brillante e consumi contenuti.

    La Fiat 124 è stata costruita in versione berlina, station wagon, coupè e spider.   


    La Tecnica:


    L'impostazione meccanica della Fiat 124 è piuttosto classica, e in linea con i canoni dell'epoca, motore anteriore, trazione posteriore a ponte rigido, con puntoni longitudinali, molloni elicoidali e barra Panhard, e braccio di prolungamento del ponte, senza balestre semielittiche,  è la prima volta che una vettura Fiat adotta questo schema di sospensioni.

    Il motore è un quattro cilindri in linea superquadro, l'alimentazione è a carburatore orizzontale a doppio corpo, l'albero motore è montato su 5 supporti di banco, distribuzione a valvole in testa con aste e bilancieri.
    Il cambio è a 4 velocità + retromarcia, con comando a leva centrale

    Esteticamente la Fiat 124 ha una linea semplice e squadrata, con canoni stilistici nuovi rispetto agli altri modelli Fiat, il disegno è piacevole, elegante e sobrio, l'abitabilità è buona con 4 posti comodi, si sta anche in 5, il bagagliaio è ampio.

    Internamente l'assetto di guida è comodo di impostazione turistica, comodi anche i vari comandi, il grado di finitura è discreto, la Fiat 124 è stata realizzata in modo da tenere bassi i costi ed essere competitiva sul mercato, infatti la strumentazione e gli accessori sono ridotti al minimo indispensabile, la semplicità di realizzazione rende facile la piccola manutenzione.

    Il motore della Fiat 124 è pronto potente ed elastico e poco rumoroso, consente una velocità massima di oltre 145 km/h, elevata in relazione alla classe della vettura, la brillantezza del motore consente una notevole accelerazione e una buona ripresa, con un discreto consumo.

    La tenuta di strada è buona sull'asciutto, meno buona sul bagnato, il comfort di marcia è migliorabile, la frenata è sicura.


    Caratteristiche Tecniche:

      
  • Motore: 4 cilindri in linea superquadro ad aste e bilancieri 1197 cc, potenza max 60 CV DIN a 5600 giri/min, alesaggio x corsa = 73 x 71,5 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1 , coppia max 8,9 mkg DIN a 3400 giri/min

  • alimentazione: un carburatore orizzontale doppio corpo Solex C32 PHH/6

  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 4 marce tutte sincronizzate con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,3 : 1

  • Corpo vettura: berlina 5 posti 4 porte, carrozzeria portante, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con puntoni longitudinali di reazione, molle elicoidali,  ammortizzatori idraulici, barra Panhard.

  • Freni idraulici  a disco sulle 4 ruote, azionamento a pedale.

  • Dimensioni: lunghezza 4,03 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,36 m, peso a vuoto 820 kg

  • Pneumatici: 155 - 13

  • Serbatoio carburante 39 litri

  • Prestazioni: velocità max oltre 145 km/h

  •  Consumo medio: 8,5 l/100 km/h.



  • Prezzo di listino su strada nel 1966: 1103.900 lire
    Valutazione Attuale: 2500 euro (Ruoteclassiche Novembre 2013)
          

    mercoledì 25 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfetta 2000 modello 1982


    Alfa Romeo Alfetta 2.0 1982
















    Dal 1982 tutte le Alfetta vengono realizzate con carrozzeria unificata al modello 2000, la nuova Alfetta 2000  ha una linea classica, piuttosto datata, deriva dall'Alfetta 2000 del 1977, ma è ancora molto simile al primo modello del 1972, l'Alfetta è in catalogo da 10 anni ma nonostante tutto piace ancora agli automobilisti visto che è la più venduta nella sua categoria, l'Alfetta è una delle berline europee più potenti nel segmento della cilindrata 2000.

    Il suo successo dipende dalla meccanica affidabile e collaudata, dalla generosità delle prestazioni e dal prestigio che ha ottenuto come berlina tradizionale, personale ed elegante.


    La Tecnica:


    L'Alfetta 2000 modello 1982 è l'aggiornamento dei modelli precedenti, e non presenta rilevanti novità, la scocca non cambia, le modifiche riguardano le finiture e la migliore dotazione di accessori come il retrovisore esterno elettrico, l'antenna incorporata nel parabrezza, i rapporti del cambio più lunghi per diminuire il consumo di carburante.

    Il motore è sempre il classico bialbero a 4 cilindri derivato da quello dell'Alfa 2000, aggiornato grazie all'adozione dell'accensione elettronica, e una migliore messa a punto per migliorare l'erogazione della potenza ai bassi regimi, infatti il motore è in grado di riprendere bene anche da regimi di rotazione sotto i 2000 giri/min, ma rispetto alla precedente versione il motore dell'Alfetta 2000 è meno pronto e vivace.

    Le sospensioni sono a ruote indipendenti all'avantreno, retrotreno a ponte De Dion e parallelogramma di Watt, molle elicoidali e ammortizzatori, cambio al retrotreno in blocco con il differenziale, impianto frenante a 4 dischi ben dimensionato che offre una frenata sicura in ogni condizione.

    Le modifiche al cambio riguardano l'allungamento della quinta marcia del 14% rispetto alla precedente Alfetta, la quinta marcia diventa di riposo anzichè di potenza, la scalatura delle marce è stata rivista per evitare buchi tra una marcia e l'altra, e migliorare lo sfruttamento della potenza del motore, la manovrabilità del cambio è piuttosto laboriosa a causa dell'elevata corsa della leva, dei giochi sulla tiranteria e della lunghezza dei leveraggi.   

    Internamente l'Alfetta 2000 è abbastanza spaziosa, più sportiva che confortevole, comoda per quattro persone a causa del tunnel centrale della trasmissione che disturba il terzo passeggero posteriore, le finiture sono di discreto livello, ma inadeguate alla classe della vettura come ad esempio il rivestimento in stoffa dei pannelli porta che danno alla vettura un aspetto dimesso.

    Il posto di guida è comodo e adattabile a ogni statura grazie alla regolazione del volante, poco funzionale la plancia per la difficile leggibilità degli strumenti e l'azionamento dei vari comandi, come il clacson che per azionarlo occorre staccare le mani dal volante.

    Buona la disponibilità di accessori a richiesta, penalizzante la mancanza del servosterzo.

    La velocità massima ottenuta dall'Alfetta 2000 è di 184 km/h raggiungibile in quarta marcia, l'adozione di rapporti più lunghi non hanno penalizzato l'accelerazione e la ripresa.

    L'Alfetta 2000 modello 1982 è sempre una macchina sicura con una tenuta di strada notevole, ma ha perso le caratteristiche di brio e sportività tipiche delle precedenti versioni, a causa della diversa taratura delle sospensioni, del motore più regolare nell'erogazione della potenza ma meno grintoso e nervoso, il tutto a beneficio del consumo che risulta migliorato grazie alla diversa scalatura dei rapporti del cambio, l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma circa il 3 - 5 % in meno del precedente modello a velocità inferiore ai 120 km/h.

    Nella guida sportiva le cose non cambiano, alle alte velocità e sfruttando le prestazioni del motore l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma  come le precedenti.


    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: tipo 01655  quattro cilindri bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo
  • potenza max: 130 Cv DIN  a 5400 giri/min
  • coppia max 18,1 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,385 m, larghezza 1,64 m, altezza 1,43 m, peso 1140 kg
  • prestazioni: velocità max  184 km/h
  • pneumatici: 165 HR 14  oppure 185/70 HR 14
  • serbatoio: 49 litri

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    martedì 24 dicembre 2013

    Alfa Romeo 2000 Berlina (1971 - 1977)

    Alfa Romeo 2000 Berlina














    La Storia:


    L'Alfa Romeo 2000 berlina era già pronta nel 1969, ma venne presentata ufficialmente nel giugno del 1971 a Gardone Riviera (Brescia), la 2000 berlina è l'evoluzione della 1750 berlina.

    L'Alfa Romeo voleva in listino anche un modello di cilindrata 2000, per fare concorrenza alle case automobilistiche europee già presenti in questo segmento, che stavano ottenendo buoni risultati di vendite.

    Il successo della 2000 berlina è notevole, quasi 90.000 esemplari venduti tra il 1971 e il 1977, lo sforzo dell'Alfa Romeo di adeguarsi alla concorrenza in termini di comfort, finiture e qualità era riuscito, ma ciò che gli automobilisti hanno apprezzato maggiormente della 2000 berlina erano le notevoli prestazioni e le sensazioni di guida riscontrabili solo su vetture sportive o su berline molto più potenti.

    L'Alfa 2000 berlina non differisce molto dalla 1750 berlina, le modifiche più evidenti sono l'aumento del 10 % sulla cilindrata, aggiornamenti alla carrozzeria e all'abitacolo, ovvero calandra, fanaleria con quattro fari di eguale diametro, cerchi delle ruote, selleria e quadro strumenti, notevole la dotazione di accessori a richiesta come il differenziale autobloccante, il cambio automatico a tre rapporti arriva alcuni mesi dopo il lancio.

    L'Alfa 2000 berlina viene venduta sia con alimentazione a carburatori, che con alimentazione a iniezione e catalizzatore per il mercato USA.

     
    La Tecnica:


    Tecnicamente la 2000 Berlina è identica alla 1750 berlina, entrambe derivano meccanicamente dalla Giulia super della quale condividevano il pianale e la meccanica, il motore è il classico  bialbero, trazione posteriore, sospensioni con ponte posteriore rigido, bracci longitudinali e molloni elicoidali, l'unica novità è l'adozione a richiesta del differenziale autobloccante.

    La cilindrata del motore è stata aumentata a 1962 cc grazie all'aumento dell'alesaggio da 80 a 84 mm, e all'aumento del diametro delle valvole, la potenza sale a 132 Cv SAE che spinge la nuova Alfa 2000 berlina oltre i 190 km/h.

    Il differenziale autobloccante dell'Alfa 2000 è realizzato dalla ZF, serve ad evitare l'eccessivo pattinamento della ruota con minore aderenza, aumentando la stablità del veicolo.

    L'esterno della 2000 berlina differisce di poco da quello della 1750 berlina, cambiano la mascherina anteriore in plastica nera, i quattro fari di eguale diametro, le luci di posizione maggiorate le luci posteriori maggiorate, le ruote senza coppe cromate e con bulloni a vista  e altri lievi dettagli.

    Esteticamente la 2000 berlina esce dalla fabbrica con  una linea già datata e superata, ma gli automobilisti non sembrano interessarsi molto a questo aspetto e continuano ad apprezzare le sue notevoli prestazioni e le grandi doti stradali.

    Internamente l'abitabilità è identica a quella della 1750 berlina, anche se lo spazio non è abbondante la 2000 berlina è una comoda quattro posti,  c'è spazio anche per 5 persone, la conformazione e la fattura dei sedili è stata migliorata, i sedili sono comodi anche per lunghi viaggi, trattengono bene nelle curve anche con una guida sportiva.

    La plancia ha subito numerose modifiche, nuova la grafica con cifre grigie su sfondo bianco, la strumentazione è abbastanza completa, è possibile regolare l'intensità dell'illuminazione degli strumenti.

    Tra gli accessori a richiesta spiccano il condizionatore dell'aria, differenziale autobloccante, cristalli atermici e lunotto termico, vernice metallizzata, appoggiatesta regolabili, alzavetri elettrici, cerchi in lega leggera, cambio automatico a tre rapporti

    Con l'Alfa 2000 è evidente l'impegno dell'Alfa Romeo nel migliorare la qualità delle finiture e per rendere sempre più confortevoli le proprie autovetture.

    L'Alfa 2000 berlina è una delle vetture con le migliori qualità stradali della sua categoria, fornisce prestazioni che è  possibile ottenere solo da vetture sportive o di cilindrata molto superiore, la velocità massima supera i 190 km/h, consente di mantenere velocità di crociera attorno ai 160 km/h.

    La 2000 berlina eroga un'elevata coppia già dai bassi regimi, senza vuoti nemmeno in quinta marcia a bassi regimi di rotazione, che le consente una fluidità di marcia senza rivali.
    L'accelerazione di conseguenza è notevole, come in una vettura sportiva, da 0 a 100 km/h in appena 8,75 secondi, tutte le prestazioni ottenute dall'Alfa 2000 berlina collocano questa vettura al primo posto tra tutte le sue concorrenti.

    Cambio a 5 marce, sterzo sportivo e freni a disco sulle 4 ruote sono all'altezza delle prestazioni della vettura, la tenuta di strada è eccellente, la 2000 berlina regala sensazioni di guida che difficilmente si possono trovare su altre autovetture, al retrotreno si avvertono saltellamenti sullo sconnesso a causa delle sospensioni troppo rigide, inoltre si verificano scodate se si accelera bruscamente mentre si gira il volante, in curva bisogna dosare con attenzione il pedale dell'acceleratore.

    Il consumo è piuttosto elevato, ma in linea alle prestazioni della vettura, aumenta gradualmente all'aumentare della velocità.



    Caratteristiche Tecniche:


  • motore: tipo 00512 - 00515 quattro cilindri bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE
  • potenza max: 132 Cv DIN - 150 CV SAE a 5500 giri/min
  • coppia max 21,1 mkg SAE a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco, comando cambio a leva centrale.
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, e limitatore di frenata al retrotreno
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno ad assale rigido. 
  • dimensioni: lunghezza 4,39 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 1110 kg in ordine di marcia
  • prestazioni: velocità max oltre 190 km/h
  • pneumatici: 165 HR 14
  • serbatoio: 53 litri
  • consumo medio 12 litri/100 km.
  • accessori a richiesta: condizionatore dell'aria, diferenziale autobloccante, cristalli atermici e lunotto termico, vernice metallizzata, appoggiatesta regolabili, alzavetri elettrici, cerchi in lega leggera, cambio automatico a tre rapporti


  • Prezzo di listino nel 1972: 2.395.000 lire
    Valutazione attuale: 9000 euro (ruoteclassiche Novembre 2013)


    Hanno Parlato Di Lei:

    Quattroruote Agosto 1971 (prova su strada)

    Ruoteclassiche Novembre 2000


    Curiosità:

    La 2000 berlina è l'ultima Alfa Romeo costruita con meccanica tradizionale, che molti alfisti definiscono come "l'ultima vera Alfa Romeo", infatti la successiva Alfetta 1800 conserva la trazione posteriore, ma la meccanica viene completamente rivista con l'adozione del Ponte de Dion e il cambio in blocco con il differenziale, soluzione che garantisce una migliore stabilità e aderenza, ma fa perdere alla trasmissione manovrabilità e dolcezza tipiche della vecchia scuola Alfa Romeo.   


    sabato 14 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfetta 1800 (1972 - 1975)

    Alfa Romeo Alfetta 1800












    La Storia:


    L'Alfetta 1800 è una berlina sportiva di classe medio - alta, conosciuta anche come  progetto Tipo 116, il suo compito è stato quello di sostituire la 1750 berlina, inserendosi in un segmento tra la Giulia Super 1600 e la 2000 berlina, l'Alfetta doveva servire a sostituire il primo dei due vecchi modelli che avesse perso gradimento.

    Rispetto alla Giulia e alla 2000 berlina, il progresso tecnico dell'Alfetta 1800 era evidente, sia per la meccanica più raffinata ed evoluta, che per la carrozzeria armonizzata con la scocca, completavano il quadro il grande padiglione, e le estese superfici vetrate con cristalli laterali curvi introdotti per la prima volta su un'Alfa Romeo.

    Il progetto Tipo 116 Alfetta viene avviato verso la fine del 1967, ma la presentazione ufficiale del modello definitivo avviene nel maggio del 1972 a Trieste.

    L'Alfetta 1800 avrebbe dovuto essere presentata al salone di Torino del 1971, ma problemi politici, scioperi nello stabilimento di Arese, e altri problemi tecnici ritardarono il progetto, inoltre la direzione Alfa Romeo a partecipazione statale, preferì dare la precedenza al progetto Alfasud.

    Ad amplificare i ritardi ci furono problemi meccanici, come l'eccessiva vibrazione dell'albero di trasmissione.
    L'Alfetta 1800 aveva il cambio al retrotreno e il motore anteriore, l'albero di tramissione faceva gli stessi giri del motore e vibrava al punto tale da provocarne la rottura.
    Il problema fu risolto grazie all'adozione di un giunto speciale tra i due tronconi dell'albero di trasmissione che riuscì ad eliminare le vibrazioni.

    Viste le originalità tecniche che non trovano riscontro in nessun'altra berlina del periodo, l'Alfetta è l'automobile più rivoluzionaria realizzata dall'Alfa Romeo nel dopoguerra, il progetto 116 è stato seguito da Orazio Satta, Ivo Colucci, e Giuseppe Busso, la carrozzeria è opera del Centro stile Alfa Romeo, alcuni elementi del frontale fanno assomigliare l'Alfetta 1800 ad altri modelli  Alfa Romeo, mentre il resto della carrozzeria è diverso, meccanicamente l'Alfetta 1800 aveva tutte le caratteristiche di un'auto da corsa.

    L'Alfetta 1800 nacque in un momento difficile della storia italiana, agitazioni sindacali, scioperi, problemi economici, problemi politici, ricordiamo che l'Alfa Romeo era un'azienda  a partecipazione statale, inoltre l'Alfetta subiva anche la concorrenza interna della Giulia e della 2000 che rimasero in produzione fino alla seconda metà degli anni '70.

    L'Alfetta non ebbe il successo della Giulia, è stata una macchina amata, ma dimenticata in fretta, ma nonostante tutto l'Alfetta è stata uno dei simboli dell'automobilismo italiano degli anni '70, ed è stata per anni una delle vetture più vendute in Italia, molto conosciuta ed apprezzata anche all'estero per le sue doti eccezionali.

    Il nome ricorda la celebre Alfetta 159, vettura monoposto famosa negli anni '40 per i suoi successi nelle competizioni sportive.


    La Tecnica:


    L'Alfetta 1800 è una vettura innovativa rispetto ai precedenti modelli per l'impostazione meccanica,  le soluzioni meccaniche raffinate, per il comfort di marcia che risulta notevolmente migliorato rispetto ai vecchi modelli, l'aspetto più interessante dell'Alfetta 1800 è quello tecnico che pur seguendo l'impostazione classica della casa, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, introduce soluzioni raffinate in uso solo su vetture di classe superiore.

    La vera novità introdotta con l'Alfetta 1800 è il gruppo di trasmissione tutto al retrotreno, cambio e frizione in blocco con il differenziale e ponte posteriore  De Dion 
    Questo raffinato sistema offre assieme i vantaggi del ponte rigido e del ponte a ruote indipendenti.

    Questo sistema di trasmissione offre una riduzione delle masse non sospese al retrotreno del 30%, inoltre il ponte De Dion mantiene le caratteristiche di direzionalità e resistenza al rollio tipiche del ponte rigido.
    Il ponte posteriore  De Dion dell'Alfetta 1800 è composto da una struttura tubolare a triangolo ancorata trasversalmente mediante parallelogramma di Watt.

    Il cambio è a 5 marce in blocco con il differenziale, la forza arriva dal motore grazie ad un albero di trasmissione e viene trasmessa alle ruote mediante semiassi resi oscillanti da giunti omocinetici, gli innesti delle marce possono risultare difficoltosi a causa della lunghezza dei leveraggi, l'escursione delle marce è notevole, è necessario un pò di tempo per abituarsi, molti alfisti non erano contenti di questa nuova soluzione e rimpiangevano il cambio della Giulia.

    L'albero di trasmissione che collega il motore al cambio ha lo stesso regime di rotazione del motore ed è sempre in movimento dato che la frizione si trova al retrotreno, con il cambio in folle e motore al minimo si avverte una leggera rumorosità.

    I freni sono a doppio circuito a 4 dischi, quelli posteriori sono all'uscita del differenziale, e beneficiane del limitatore di frenata per evitare il bloccaggio delle ruote.

    Il sistema a ponte De Dion dell'Alfetta 1800 garantisce una perfetta distribuzione dei pesi, 50% all'avantreno e 50% al retrotreno, assieme alle ottime caratteristiche dello sterzo a cremagliera, montato per la prima volta su una berlina Alfa Romeo, offrono un'ottima tenuta di strada in tutte le condizioni, portando l'Alfetta ai vertici della sua categoria.
    La sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è difficilmente riscontrabile in alte vetture della stessa potenza.

    All'avantreno l'Alfetta 1800 dispone di sospensioni a barre di torsione introdotte per la prima volta su una berlina di serie Alfa romeo.

    Il motore è lo stesso di quello montato sulla 1750 berlina, a parte la nuova coppa dell'olio, nuovo disegno dei collettori e ventola di raffreddamento elettrica.
    Il  quattro cilindri bialbero da 122 CV DIN è ottimo sotto tutti gli aspetti, la coppia motrice è elevata e disponibile anche dai bassi regimi, inoltre sopporta molto bene il fuori giri, la velocità è più che buona, quasi 185 km/h, grazie alla migliorata profilatura della carrozzeria e ai rapporti del cambio allungati.

    L'Alfetta è una 5 posti dall'abitacolo spazioso e confortevole, i sedili sono comodi e offrono una buona tenuta, il posto di guida è buono grazie alla possibilità di regolare il volante in altezza e inclinazione, buona la strumentazione di serie, funzionale la plancia e i comandi.

    Il comfort di marcia non è mai stato eccellente nelle precedenti Alfa Romeo, ma con l' Alfetta è stato  curato, la rumorosità è molto contenuta, il rumore del motore si nota dopo i 5000 giri/min ma non è fastidioso, nel complesso la vettura è comoda e silenziosa, grazie alle maggiori dimensioni dell'abitacolo, alla buona insonorizzazione, e alle nuove sospensioni.

    Le finiture non sono mai state un punto di forza delle Alfa Romeo, nell'Alfetta erano piuttosto scarse rispetto alla concorrenza, perfino peggiori rispetto alla 2000 berlina.

    Il comportamento su strada dell'Alfetta 1800 è di alto livello, il motore è ottimo sotto tutti gli aspetti, più potente ed elastico di quello della 1750 berlina, consente di raggiungere i 185 km/h di velocità massima, valore che nessuna vettura della categoria dell'Alfetta riesce ad ottenere, il motore è talmente potente che si rischia di andare in fuorigiri anche in quinta marcia.

    Anche l'accelerazione è molto buona, l'Alfetta 1800 accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi, risultato migliore di quello ottenuto dalla 1750, il vantaggio dell'Alfetta 1800 è dato dalla trasmissione a ponte De Dion, che garantisce maggiore aderenza al suolo delle ruote motrici riducendo notevolmente il pattinamento.

    La tenuta di strada è ottima in tutte le condizioni, grazie alla perfetta distribuzione dei pesi, e alle caratteristiche dello sterzo, il comportamento è neutro, la sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è eccellente.


    Caratteristiche Tecniche:

    • motore: tipo 01608  quattro cilindri bialbero 1779 cc, alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm
    • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE/32 
    • potenza max: 122 Cv DIN - 140 CV SAE a 5500 giri/min
    • coppia max 19,0 mkg SAE a 3000 giri/min
    • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
    • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
    • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
    • dimensioni: lunghezza 4,28 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,43 m, peso 1060 kg
    • prestazioni: velocità max oltre 180 km/h
    • consumo: medio 11,5 litri/100 km
    • pneumatici: 165 SR 14
    • serbatoio: 49 litri
    • accessori a richiesta: Interno texalfa, appoggiatesta regolabili, lunotto termico, vernice metallizzata
    Prezzo di listino nel 1972: 2.245.000 lire
    Valutazione attuale: 6000 euro (ruoteclassiche Novembre 2013)


    Hanno Parlato Di Lei:

    Quattroruote Giugno-Luglio 1972 (prova su strada)

    Quattroruote Maggio 1975 (prova dei 100.000 Km)

    Quattroruote ha sempre dedicato attenzione alla resistenza e alla durata nel tempo delle automobili, per questa prova sono stati percorsi con un' Alfetta 1800 100.000 km, dopodichè la vettura è stata  sottoposta ad un test delle prestazioni, dello stato della carrozzeria, infine l' Alfetta 1800 è stata smontata pezzo per pezzo verificarndo il grado di usura degli organi meccanici.

    L'Alfetta 1800 con 100.000 km percorsi, registrava le stesse prestazioni di quando era nuova, in certi casi erano addirittura migliorate, la carrozzeria, e gli organi meccanici erano ancora in ordine, e in grado di percorrere ancora chilometri.


    Curiosità:

    L'Alfetta a due porte

    Per il progetto Tipo 116 era prevista la realizzazione di un modello a due porte, destinato ai mercati del centro Europa come la Germania, paesi dove le vetture a due porte erano più richieste.
    Questo modello rimase a livello di studio, fu realizzata la scocca a livello di prototipo, ma non entrò mai in produzione.

    L'Alfetta 1800 è stata una vettura molto famosa negli anni '70 in dotazione a Polizia Stradale, Carabinieri e Guardia di Finanza come vettura da inseguimento, sostituiva le ormai datate Giulia 1600, molto presente nella produzione cinematografica dell'epoca, soprattutto nel filone poliziottesco in cui pericolosi banditi venivano inseguiti dalle forze dell'ordine a bordo di velocissime Alfetta.

    mercoledì 11 dicembre 2013

    Alfa Romeo Giulia Super 1600 (1972-1974)

    Alfa Romeo Giulia Super 1600
     













    Storia e Tecnica:


    L'Alfa Romeo Giulia Super 1600 viene presentata nel 1972 per rilanciare la gamma delle Giulia, e per rassicurare la clientela sulla continuazione del modello.
    La Giulia, nonostante la prossima presentazione della nuova Alfetta,  e la concorrenza della 1750, continuava a riscuotere un alto gradimento tra i clienti Alfa Romeo.

    La Giulia Super 1600 ha carrozzeria unificata al modello 1300, il suo scopo era quello di offrire alla clientela una versione più potente, della precedente Giulia Super.

    Strutturalmente è identica alla vecchia super del 1965, il motore è più potente, la meccanica  ha ricevuto migliorie.
    Esteticamente si distingue dalla serie precedente per le nuove ruote e copriruota con bulloni di fissaggio a vista, allineandosi al resto della produzione Alfa Romeo, nuovi gruppi ottici posteriori di maggiori dimensioni, proiettori anteriori dotati di regolazione di assetto del fascio luminoso.

    All'interno cambia il volante con coprimozzo in legno, al pavimento gomma al posto della moquette che impoveriva l'arredamento.

    La meccanica della Giulia Super 1600 rimane identica rispetto alla versione del 1965, eccetto alcune migliorie meccaniche, come l'adozione di un nuovo impianto frenante a doppio circuito,  pedaliera imperniata in alto, adozione dell'alternatore,  modifica  ai condotti di aspirazione, la potenza sale a 116 Cv SAE.

    La carrozzeria della Giulia Super 1600 risente del peso degli anni, ma rimane una vettura con caratteristiche estetiche e sportive che piace ancora al pubblico, l'abitabilità non è eccezionale, ma i sedili sono comodi e ben avvolgenti, il posto di guida è tipicamente sportivo, tutti i comandi sono nella giusta posizione.

    La plancia è identica alla vecchia versione, ben curata e funzionale, la strumentazione è completa di tutto il necessario, mancherebbe solo il termometro dell'olio.

    La finitura non è mai stata un punto forte delle Giulia, nel complesso è discreta, vista l'adozione del pavimento in gomma è più povera della precedente versione.

    Il comportamento su strada è il punto di forza della Giulia Super 1600, motore pronto e potente a tutti i regimi, rumorosità è diminuita, potenza è aumentata, la velocità massima sfiora i 180 km/h, l'accelerazione è ai livelli di una macchina sportiva, grazie al motore potente e all'ottimo cambio, la Giulia accelera da 0 a 100 km/h in 12,5 secondi, il consumo è migliorato rispetto alla precedente versione.

    Anche i freni sono un punto di forza delle Giulia, potenti e ben modulabili senza fenomeni di bloccaggio anomalo delle ruote in ogni condizione. 

    La tenuta di strada è ottima sull'asciutto, un pò meno sul bagnato, dove influisce molto il tipo di pneumatico adottato, da notare un lieve alleggerimento in autostrada alle alte velocità, comportamento è da neutro a sottosterzante, coricamento elevato in curva.

    Il confort è da vettura sportiva, l'abitabilità è limitata specialmente ai sedili posteriori.



    Caratteristiche Tecniche:

    • motore: bialbero 4 cilindri in linea 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm
    • potenza max: 116 CV SAE a 5500 giri/min
    • coppia max 16,5 mkg SAE a 2900 giri/min
    • trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a leva centrale, 5 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte rigido, rapporto al ponte 4,55:1
    • freni: idraulici a doppio circuito Ate, a disco sulle 4 ruote con servofreno. 
    • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori a ponte rigido, con molle elicoidali ed ammortizzatori
    • dimensioni: lunghezza 4,16 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 1010 kg
    • prestazioni: velocità max dichiarata 175 km/h, effettiva oltre 178 km/h
    • consumo: a 80 km/h 7,45 litri/100 km, a 100 km/h 8,64 l/100 km, a 120 km/h 9,7 l/100 km 
    • pneumatici: 155 SR 15  - 165 SR 14
    • serbatoio: 46 litri, riserva 7 litri




    mercoledì 4 dicembre 2013

    Auto Union Audi 80 L 1300 - Audi 80 GL 1500 Serie B1

    Audi 80 L 1300 Serie B1











    Audi 80 GL 1500 Serie B1
     




    La Piccola Audi


    L'Audi 80 serie B1 è stata presentata nell'estate del 1972 ed ha riscosso un immediato successo nel mercato tedesco, la crisi petrolifera del 1973 aveva penalizzato le vetture di grossa cilindrata, e l'Audi 80 era una vettura dall'alto rendimento energetico, grazie al motore di piccola cilindrata abbinato ad una carrozzeria leggera ed elegante, infatti pesava meno di 900 kg e consumava poco, vinse anche il premio come auto dell'anno per il 1973.

    l' Audi 80 sostituisce la vecchia Audi 60, affiancandosi alla serie 100.

    L'Audi entra a far parte del gruppo Volkswagen a partire dal 1964, la nuova Audi 80 frutto di una progettazione completamente nuova, è molto importante per il gruppo Volkswagen, perchè essendo stata realizzata con caratteristiche tecniche d'avanguardia, farà  da schema base per le future automobili di tutto il gruppo, infatti sia la VW Golf che la Passat sono state realizzate con gli stessi principi meccanici.

    La nuova Audi 80 dispone di motore anteriore, trazione anteriore, avantreno Mc Pherson, retrotreno a ruote interconnesse, uno schema che verrà utilizzato per lunghi anni in tutte le autovetture Audi e Volkswagen.

    L'Audi 80 serie B1 è stata prodotta con le motorizzazioni 1300 cc e 1500 cc, entrambe disponibili a due o quattro porte, sul mercato italiano sono state distribuite 5 versioni:
    • Audi 80 e Audi 80 L con motore 1297 cc, 60 Cv, velocità max 147 km/h
    • Audi 80S  e Audi 80 LS con motore 1471 cc, 75 Cv, velocità max 160 km/h
    • Audi 80 GL con motore 1471 cc, 85 Cv, velocità max 170 km/h

    La Tecnica:

    L'Audi 80 Serie B1 ha una meccanica tradizionale, motore anteriore longitudinale, trazione anteriore, sospensioni anteriori Mc Pherson, retrotreno ad assale rigido, con bracci longitudinali e barra Panhard trasversale.

    Le versioni di base con motore 1300 e 1500 differiscono tra loro per pochissimi particolari, a parte la cilindrata diversa i due motori sono strutturalmente eguali, quattro cilindri monoalbero a camme in testa, il cambio a quattro marce in blocco con il differenziale, trasmissione alle ruote tramite giunti omocinetici.

    Il motore dell'Audi 80 1300 dispone di un carburatore monocorpo, la 1500 di un carburatore doppio corpo.

    Interessante il sistema frenante di tipo diagonale a doppio circuito, a due circuiti indipendenti, dove uno comanda la ruota anteriore sinistra e quella posteriore destra, e viceversa, freni a disco all'aventreno e posteriori a tamburo.

    Esteticamente l'Audi 80 GL si distingue dalla 80 L per la fanaleria con 4 proiettori allo iodio, i paraurti con guarnizione in gomma, pneumatici radiali, passaruota con modanatura cromata, tappo carburante con serratura, tubo di scarico cromato, tapezzeria in velluto a nido d'ape e tergicristallo a intermittenza.

    Esteticamente l'Audi 80 ha una linea piacevole, ed equilibrata, si ispira al modello Audi 100,
     frontale con ampia calandra e coda piuttosto tozza, linee tese e spigolose sulla fiancata. Il grado di finitura dell'Audi 80 è buono in tutti i particolari, offre spazio per 5 persone nonostante le ridotte dimensioni, grazie all'adeguato sfruttamento degli spazi, alla notevole corsa dei sedili.

    La strumentazione interna è piuttosto scarsa, ottimo l'impianto di climatizzazione.

    Il comportamento su strada dell'Audi 80 è molto buono, sia per quanto riguarda la tenuta di strada, che per le prestazioni, che naturalmente sono migliori nella 1500, il motore è comunque pronto e potente in entrambe le versioni, offre una buona velocità di crociera e una buona accelerazione.
    La tenuta di strada è buona in tutte le condizioni, elevato il pattinamento delle ruote in accelerazione.

    Il consumo è molto contenuto in entrambe le versioni, ma la 1500 presenta i migliori risultati , infatti alle basse e medie velocità la 1500 consuma meno della 1300, i consumi dell'Audi 80 1500 sono migliori di tutte le sue dirette concorrenti, paragonabili a quelle di vetture di categoria inferiore.
    A circa 110 km/h l'Audi 80 1500 consuma 7,7 litri/100 km, una Giulia Super 1300 ne consuma 9,2.

    Il confort di marcia è buono, l'insonorizzazione del motore è buona, le sospensioni sono anche troppo morbide e causano un certo coricamento in curva.


    Caratteristiche Tecniche:

    Audi 80 L 1300

  • motore: 4 cilindri in linea 1297 cc, alesaggio x corsa = 75x73,4 mm
  • alimentazione: un carburatore monocorpo invertito Solex 30 - 35 PDSIT 
  • distribuzione:  albero a camme in testa, cinghia dentata 
  • potenza max: 60 CV DIN a 5800 giri/min 
  • coppia max: 9,4 Mkg DIN a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione anteriore, cambio a 4 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco. 
  • freni: idraulici a disco all'avantreno, a tamburo al retrotreno, doppio circuito.
  • carrozzeria: berlina 2/4 porte, 5 posti
  • dimensioni: lunghezza 4,17 m, larghezza, 1,60 m, peso 835 kg
  • prestazioni: velocità max  149 km/h
  • consumo: a 80 km/h 6,5 litri/100 km, a 100 km/h 7,6 litri x 100 km, a 120 km/h 9,5 l/ 100 km
  • pneumatici: 155 SR 13 a richiesta 175/70 SR 13 
  • serbatoio: 45 litri


  • Audi 80 GL 1500

    Stesse caratteristiche del modello 1300 tranne:

  • motore:  cilindrata 1471  alesaggio x corsa = 76,5x80 mm 
  • alimentazione: un carburatore doppio corpo invertito Solex 32 - 35 TDID 5 
  • potenza max 85 Cv a 5800 giri/min 
  • coppia max 12,3 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: a richiesta trasmissione automatica a 3 rapporti 
  • dimensioni: lunghezza 4,20 m, peso 855 kg
  • prestazioni: velocità max  170 km/h
  • consumo: a 80 km/h 5,6 litri/100 km, a 100 km/h 6,8 litri x 100 km, a 120 km/h 8,5 l/ 100 km
  • pneumatici: 155 SR 13 a richiesta 175/70 SR 13

  • martedì 3 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfa 90 2.0 6V Iniezione

    Alfa Romeo Alfa 90 2.0 6V Iniezione












    La Storia:


    L'Alfa 90 è stata presentata nell'autunno del 1984, ebbe il difficile compito di sostituire l'alfetta.

    L'Alfa Romeo stava vivendo un periodo economicamente difficile, non c'erano soldi per progettare una nuova macchina, quindi per realizzare l'Alfa 90 vennero riciclati i componenti dell'alfetta.
    Il lavoro riuscì abbastanza bene, perchè nonostante l'evidente somiglianza con l'alfetta, l'alfa 90 ha riscosso una discreta accoglienza dalla clientela Alfa Romeo, ma non riuscì a ricalcare il successo ottenuto dall'alfetta.

    L'alfa 90 era una macchina nata vecchia, aveva come dirette concorrenti la Lancia Thema, la Fiat Croma, la Saab 9000, vetture moderne sotto tutti gli aspetti, inoltre nel 1985 venne presentata l'Alfa 75, altro modello realizzato in economia partendo dalla componentistica della Giulietta, che però gli alfisti preferirono alla 90 vista la linea più bella sportiva e aggressiva.

    La linea dell'Alfa 90 è più slanciata di quella dell'alfetta, infatti rispetto ad essa registra un Cx aerodinamico di 6 punti inferiore.

    Il disegno è di Bertone, riconoscibile dalla profilatura squadrata dei passaruota, e dalle scanalature lungo le fiancate.

    Negli anni 80 l'Alfa Romeo era una delle poche case automobilistiche a produrre un modello 2 litri con motore a 6 cilindri, l'Alfa 2000 6V è stata realizzata appositamente per il mercato italiano, infatti per le cilindrate superiori a 2000 cc, era prevista un'aliquota iva del 38%, questa macchina è una 2000 con lo stesso allestimento lussuoso della versione 2500 quadrifoglio oro.



    La Tecnica:


    L'Alfa 90 2000 6V iniezione mantiene la stessa impostazione meccanica dell'alfetta, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, cambio al retrotreno in blocco con il differenziale, ponte De Dion e parallelogramma di Watt, all'avantreno le classiche sospensioni a quadrilateri con molle e barre di torsione, la scocca è la stessa, ma non ci sono parti di carrozzeria in comune tra Alfetta e Alfa 90, infatti la linea è stata completamente ridisegnata, lo spessore delle lamiere è inferiore nella 90, ma è meglio protetto contro la corrosione, anche l'impianto elettrico risulta più affidabile.

    Il motore è la novità più interessante dell'Alfa 90 2000 6V, derivato da quello dell'Alfa 6, è un 6 cilindri a V con iniezione elettronica, e modulo di controllo elettronico CEM che controlla accensione e iniezione.

    Cambio a 5 rapporti e sterzo a cremagliera con servosterzo.

    L'Alfa 90 2000 6V è una berlina di lusso, gli interni sono raffinati e curati nel rivestimento, è comoda per quattro persone, posto di guida di alto livello grazie alla regolazione elettrica del sedile in ogni direzione,  alla regolazione in altezza e assiale del piantone dello sterzo, dotata di strumentazione completa di tutti gli indicatori e numerose spie luminose, buono l'impianto di climatizzazione che comprende anche il ricircolo dell'aria, buone anche le finiture, e la dotazione di accessori di serie.

    L'Alfa 90 è vanta un'ottimo motore, regolare e potente, i suoi 132 Cv garantiscono un'elevata velocità (195 km/h) e una vivace accelerazione (da 0 a 100 km/h in 10,3 secondi) la ripresa è piuttosto lenta, a causa del peso della vettura e della quinta lunga.

    Il consumo è elevato, specialmente se si sfrutta la potenza del motore.

    L'Alfa 90 presenta un difetto comune a molte Alfa Romeo della manovrabilità difficoltosa del cambio a causa della lunghezza dei leveraggi.

    Il comportamento su strada dell'Alfa 90 è tipico di un'Alfa Romeo degli anni '80 cioè buono in tutte le condizioni, non mette mai in difficoltà il conducente, le sospensioni assicurano un adeguato molleggio anche sullo sconnesso, garantendo allo stesso tempo la stabilità, infatti la tenuta di strada è sempre sicura in ogni situazione, eccetto nelle curve strette e su fondo bagnato si possono verificare scodate facilmente correggibili, la mancanza del differenziale autobloccante causa spesso il pattinamento delle ruote.

    L'impianto frenante dell'Alfa 90 a 4 dischi è molto efficiente, resistente alla fatica, non presenta bloccaggio, corsa del pedale piuttosto lunga, a richiesta era disponibile l'impianto ABS.

    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: 6 cilindri a V di 60°  alesaggio x corsa = 80x66,2 mm
  • cilindrata: 1996 cc
  • potenza max: 132 CV DIN a 5600 giri/min  - 96 kw
  • coppia max 18 mkg DIN a 3000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,391 m, larghezza, 1,638 m, peso 1170 kg
  • prestazioni: velocità max 195 km/h
  • consumo: a 90 km/h 6,4 litri x 100 km, a 120 km/h 8,2 l/100km.
  • pneumatici: 185/70 HR 14
  • serbatoio: 49 litri       

  • lunedì 2 dicembre 2013

    Audi Quattro 2200 Turbo

    Audi Quattro 2200 Turbo













    L'Audi Quattro è una supersportiva a trazione integrale e motore turbo a 5 cilindri, deriva dalla Coupè Gt, e adotta componenti meccaniche comuni ad altre Audi genialmente riunite tra di loro.
    L'Audi Quattro si è subito imposta nel mercato automobilistico per la sua originalità, e per la sua tecnologia raffinata.

    L'Audi Quattro è stata una delle prime sportive europee a trazione integrale prodotte in serie, dopo la Jensen Interceptor FF del 1968.

    Con la Quattro, l'Audi voleva realizzare una vettura destinata alle corse, da produrre in serie limitata, per fare questo utilizzò componenti meccaniche provenienti da altre sue vetture, modificati e assemblati assieme.

    La scocca deriva dalla Coupè Gt, il motore e le sospensioni provengono dall' Audi 200 turbo, il gruppo trazione posteriore proviene dal fuoristrada Volkswagen Litis.
    Il gruppo cambio - differenziale anteriore è stato modificato per trasmettere la forza motrice anche alle ruote posteriori, tramite un differenziale centrale che a sua volta trasmette il moto al differenziale posteriore, questi due differenziali sono bloccabili manualmente.

    Il motore a 5 cilindri proviene dall'Audi 200 Turbo, opportunamente modificato con l'aumento della pressione di sovralimentazione, e con l'aggiunta di un radiatore per raffreddare l'aria compressa, è un motore potente, ma piuttosto vuoto ai bassi regimi, ma oltre i 3000 giri/min la potenza arriva brutalmente, di conseguenza il consumo è piuttosto elevato, se si sfrutta la potenza del motore si percorrono circa 5 km/litro. 

    L'elevato peso dell'Audi Quattro e la scarsa disponibilità di potenza ai bassi regimi penalizzano la ripresa

    L'Audi Quattro ha una linea massiccia e aggressiva, pur essendo una coupè sportiva è comoda per quattro persone grazie ai sedili anatomici molto confortevoli, offre un comfort di guida notevole grazie anche alla corretta taratura delle sospensioni, buono il posto di guida grazie alla possibilità di regolare il sedile in ogni direzione, scomoda l'accessibilità ai sedili posteriori        

    L' Audi Quattro prima serie adotta la plancia dell'Audi 80, la strumentazione è piuttosto scarsa  per una supersportiva, mancano strumenti importanti come il manometro dell'olio e il termometro dell'acqua e la spia della riserva.

    Il comportamento su strada è notevole, l'Audi Quattro ha un'eccezionale tenuta di strada anche su fondi a scarsa aderenza, ottima l'aderenza e la stabilità, grazie alla possibilità di bloccare il differenziale centrale e quello posteriore.


    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: 5 cilindri in linea 2144 cc, alesaggio x corsa = 79,5 x 86,4 mm
  • distribuzione:  albero a camme in testa
  • potenza max: 200 CV DIN a 5500 giri/min 
  • coppia max 29.1 Mkg a 3500 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati frizione monodisco a secco, trazione integrale permanente, differenziale centrale  e differenziale posteriore bloccabili manualmente.
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno
  • carrozzeria: coupè 2 porte, 5 posti
  • dimensioni: lunghezza 4,404 m, larghezza, 1,723 m, peso 1290 kg
  • prestazioni: velocità max 220 km/h
  • consumo: a 90 km/h 9,47 litri/100 km, a 120 km/h 11,93 litri x 100 km
  • pneumatici: 205/60 VR 15 
  • serbatoio: 92 litri
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    domenica 1 dicembre 2013

    Alfa Romeo Giulietta 1800

    Alfa Romeo Giulietta 1800













    Storia e Tecnica:

    "Un cuneo chiamato Giulietta" recitava uno slogan dell'epoca, l'Alfa Romeo Giulietta è stata presentata nel 1977 con le motorizzazioni 1300  e 1600, la Giulietta 1800 nel 1979, e nel 1980 arriva la Giulietta 2000.

    La caratteristica linea a cuneo, rende la Giulietta la vettura più originale e innovativa della gamma Alfa Romeo dell'epoca, caratteristica che suscitò dubbi e perplessità al momento del suo lancio, ma il pubblico seppe apprezzarla per la sua originalità.

    Con il frontale aggressivo e coda alta e tozza, la Giulietta 1800 è stata giudicata una delle vetture della categoria 1800 cc. meglio riuscite nel mercato europeo delle berline sportive, con il suo motore da 122 Cv pronto e potente, la meccanica raffinata, la Giulietta 1800 è collocata tra le vetture della sua categoria con le prestazioni più elevate.

    La Giulietta è una quattro porte comoda per quattro persone, spaziosa anche per 5, ma il terzo passeggero stà scomodo con le gambe per via del tunnel della trasmissione, sedili confortevoli anche nei lunghi viaggi, ottima accessibilità, inoltre la Giulietta possiede uno dei migliori assetti di guida nella sua categoria, grazie al volante regolabile in altezza e inclinazione, buona anche la visibilità, in tutte le direzioni.

    Ottima la dotazione di accessori di serie, la Giulietta veniva fornita con tutto il necessario di serie, pochi gli optionals, come il condizionatore d'aria, la vernice metallizzata, e i cerchi in lega leggera.

    Le finiture della Giulietta sono di discreto livello, inferiori alla concorrenza europea, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali che negli assemblaggi, anche se l'Alfa Romeo si dette molto da fare per raggiungere il livello della concorrenza, aveva ancora molta strada da fare rispetto a case automobilistiche come Bmw, Audi, o Mercedes.

    La durata dei lamierati e della verniciatura della Giulietta non era certo delle migliori, infatti molti esemplari Alfa Romeo degli anni 70 - 80 venivano facilmente divorati dalla ruggine, specialmente, se le vetture venivano lasciate molto tempo all'aperto all'azione degli agenti atmosferici, mentre le concorrenti tedesche erano molto più longeve.

    Se la carrozzeria della Giulietta 1800 lasciava in certi casi a desiderare, la meccanica è una delle più raffinate e robuste del periodo, a partire dal motore, il classico bialbero Alfa Romeo da 1,8 litri, famoso per le sue caratteristiche di potenza e longevità, lo schema della trasmissione deriva dall'Alfetta, ovvero motore anteriore, trazione posteriore con cambio in blocco con il differenziale, ponte De Dion e parallelogramma di Watt, mentre le sospensioni anteriori sono a quadrilateri.

    Come tutti i motori Alfa Romeo, quello della Giulietta 1800 ha il monoblocco in lega leggera, doppio albero a camme in testa, valvole al sodio, alimentazione con due carburatori doppio corpo, il motore della Giulietta ha temperamento sportivo, ma è piuttosto vuoto ai bassi regimi, è piuttosto rumoroso, ma è una caratteristica apprezzata dagli alfisti.

    La potenza del motore garantisce prestazioni elevate, la velocità massima è di 180 km/h, tra le più veloci della categoria, l'accelerazione della Giulietta è brillante, ma bisogna sfruttare gli alti regimi, da 0 a 100 km/h accelera in 9,8 secendi. I consumi sono elevati se si sfrutta la potenza del motore, ma a velocità costanti si ottengono buoni risultati.

    Il comportamento su strada della Giulietta 1800 è sicuro in tutte le condizioni, ottima tenuta di strada, frenata efficace, sicurezza anche nelle manovre improvvise, il cambio invece ha problemi di manovrabilità, ma è un problema comune a tutte le Alfa Romeo con cambio al retrotreno a causa della lunghezza dei leveraggi.


    Caratteristiche Tecniche: (Giulietta 1800)

  • motore: bialbero 1779 cc, alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm
  • potenza max: 122 CV DIN a 5300 giri/min
  • coppia max 17,0 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,21 m, larghezza 1,65 m, altezza 1,40 m, peso 1100 kg
  • prestazioni: velocità max 180 km/h
  • consumo: medio 11 litri/100,  km a 90 km/h 7,4 l/100 km a 120 km/h 10,1 l/100 km/h 
  • pneumatici: 185/70 SR 13
  • serbatoio: 50 litri


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    sabato 30 novembre 2013

    Audi 90 Quattro 2.0 20V Serie B3 (1987-1991)

    Audi 90 Quattro 2.0 20  














    L'Audi 90 è la sorella lussuosa dell'Audi 80, nata da un restyling del 1984, per separare le versioni a 5 cilindri da quelle a 4 cilindri.
    Rispetto all'Audi 80, la 90 ha il motore a 5 cilindri, interni più lussuosi, migliore dotazione di serie, paraurti in tinta con la carrozzeria, fanaleria anteriore e posteriore differente.
      
    L'Audi 90 Quattro 2.0 20V è il modello di punta di tutta la gamma italiana Audi 90 (in Italia il modello Audi 90 con motore 2300 20V non è stato commercializzato), va ricordato che l'Audi è stata la pioniera nell'adozione della trazione integrale con l'Audi Quattro degli anni '80.

    L'Audi 90 Quattro 2.0 20V è un'automobile elegante, compatta dalle linee piacevoli e aereodinamiche, costruita con materiali di elevata qualità, ed un livello eccellente nelle finiture, precise nei minimi dettagli, che la rendono l'Audi 90 una vettura praticamente priva di difetti.

    Il motore dell' Audi 90 Quattro 2.0 20V è il collaudatissimo 5 cilindri in linea, montato longitudinalmente, cambio a 5 marce, trazione integrale, differenziale centrale Torsen che permette in caso di slittamento di trasferire la coppia sull'asse con maggiore aderenza, il differenziale posteriore può essere bloccato con un comando elettrico a velocità inferiori a 25 Km/h.

    Le prestazioni dell'Audi 90 Quattro 2.0 20V non sono eccezionali, questa è una delle poche note dolenti di questa vettura assieme al bagagliaio piccolo.

    Il problema dipende dalla riduzione di cilindrata, che è stata effettuata  per questioni fiscali nel mercato italiano.

    In origine il motore dell'Audi 90 Quattro 20 V era di 2300 cc, per il mercato italiano la cilindrata è stata ridotta a 2000 cc, ma questa modifica ha fatto perdere brillantezza soprattutto ai bassi regimi.

    Il campo di utilizzazione di questo motore infatti è tra i 4800 e i 6500 giri, insomma rende bene e scatena tutti i suoi 158 Cv agli alti regimi, ma a quelli bassi è vuoto, penalizzando ripresa e accelerazione, con consumi piuttosto elevati.

    Per tutto il resto l'Audi 90 Quattro 2.0 20V è una vettura che offre confort e una grande sicurezza di guida, comoda per quattro persone, offre di serie tutto quello che serve per viaggiare in sicurezza, spazi di frenata ridotti grazie all'impianto ABS di serie, le ampie superfici vetrate garantiscono un'ottima visibilità, tenuta di strada e stabilità invidiabili in tutte le condizioni grazie alla trazione integrale e al differenziale centrale.


    Caratteristiche Tecniche:     


  • motore: 5 cilindri in linea 1994 cc, alesaggio x corsa = 81x77,4 mm 
  • distribuzione: 2 alberi a camme in testa, punterie idrauliche, 4 valvole per clindro 
  • potenza max: 158 CV DIN a 6200 giri/min - KW 116 
  • coppia max 196 NMm  a 4500 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati frizione monodisco a secco, trazione integrale permanente, differenziale centrale  Torsen , differenziale posteriore bloccabile manualmente. 
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, sistema antibloccaggio ABS
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti 
  • dimensioni: lunghezza 4,393 m, larghezza, 1,695 m, peso 1280 kg
  • prestazioni: velocità max  215 km/h
  • consumo: a 90 km/h 7,5 litri/100 km, a 120 km/h 9,2 litri x 100 km, ciclo urbano 13,3 l/ 100 km 
  • pneumatici: 195/60 VR 14 cerchi in lega leggera
  • serbatoio: 70 litri

  • domenica 24 novembre 2013

    Porsche 944 (1982 - 1991)


    Porsche 944 












    La Porsche 944 entra in listino verso la fine del 1981, la linea della carrozzeria deriva dalla Porsche 924 Carrera GT, è una vettura sportiva, stabile e sicura, esteticamente piacevole, dalle finiture eccellenti, con ottima dotazione di accessori, prestazioni brillanti e consumi contenuti.

    La meccanica della Porsche 944 è molto raffinata, il motore è un quattro cilindri di 2479 cc aspirato a iniezione, derivato dall'otto cilindri della Porsche 928, erogante la potenza di 163 Cv e una coppia motrice di 20,9 Kgm, la Porsche 944 raggiunge la velocità massima 220 Km/h accelerando da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi.

    Il primo Restyling arriva nel 1985 quando viene lanciata la nuova Porsche 944 Turbo.
    Le modifiche riguardano sia gli interni che il motore, viene aggiunto un turbocompressore al 4 cilindri di 2,5 litri, la potenza sale a 220 Cv, la velocità massima a 245 km/h.

    Due anni dopo, nel 1987, viene proposta la Porsche 944 S aspirata, con testata a 16 valvole, potenza massima di 190 Cv. Anche la carrozzeria viene modificata con nuovo  paraurti anteriore, nuova mascherina, nuovi fari supplementari rettangolari.

    Nel 1988 arriva la Porsche 944 Turbo S, con motore potenziato a 250 Cv.

    Un anno dopo, nel 1989, avviene l'unificazione dei modelli 944 aspirato, vengono tutti sostituiti dalla Porsche 944 S2, aumenta la cilindrata quasi a 3 litri, precisamente  2990 cc, potenza di 211 Cv, alla fine del 1989 arriva in listino la Porsche 944 S2 Cabriolet.

    La serie Porsche 944 esce di listino nel 1991 quando viene sostituita dalla nuova Porsche 968.







    La Porsche 944 può essere considerata un'incompresa.

    Le linee e la meccanica non erano quelle tipiche del marchio Porsche, inoltre quel motore anteriore raffreddato a liquido la facevano assomigliare più ad una una Volkswagen.
    La clientela Porsche affezionata alle linee e alla meccanica tradizionale, al motore posteriore raffreddato ad aria, preferiva la Porsche 911, nonostante fosse più costosa e inferiore sul piano qualitativo e ingegneristico.

    Però la 944 è una sportiva di razza a tutti gli effetti, oggi offre il vantaggio di acquistare una Porsche senza spendere un patrimonio.
    Le quotazioni Ruoteclassiche della gamma Porsche 944 variano tra i 4.000 della prima serie, fino ad arrivare ai 10.000 euro per una Porsche 944 S2 Cabriolet, mentre per acquistare una 911 bisogna spendere dai 20.000 euro in su.

    Insomma con poco è possibile entrare in possesso di una granturismo di razza, potente, affidabile, utilizzabile quotidianamente, e destinata sicuramente ad una futura rivalutazione.

    L'acquisto di una Porsche 944 è quasi sempre un buon affare, il cliente Porsche tiene molto alla manutenzione della propria vettura, senza contare che questa è una delle sportive più affidabili di tutte le sue concorrenti, la prima cosa da verificare se si vuole acquistare una Porsche 944 è verificare che non abbia subito incidenti importanti che abbiano compromesso l'integrità strutturale del telaio e degli strati protettivi.

    La Porsche 944 è una vettura da poter utilizzare quotidianamente, in Italia ne sono state vendute poche perchè la cilindrata di 2,5 litri la penalizzava molto sul piano fiscale.

    E' una vettura economica, specialmente la prima serie, con 4000 - 5000 euro si può acquistare una  macchina sicura, stabile, veloce, e dalla probabile rivalutazione futura, è economica perchè il motore da 163 cavalli poco spinto e dalla coppia notevole già ai bassi regimi, permette di percorrere anche 11 - 12 Km/litro se si guida con moderazione, in ogni caso il consumo massimo non scende mai sotto ai 7 km/litro.

    Il comportamento su strada della Porsche 944 è sicuro anche nella guida veloce, è lievemente sottosterzante, se portato al limite diventa sovrasterzante.
    Sterzo preciso senza reazioni, freni all'altezza della vettura.

    giovedì 21 novembre 2013

    Alfa Romeo 75 1800 Turbo (1986 - 1990)

    Alfa Romeo 75 Turbo
    Alfa Romeo 75 Turbo
     













    L'Alfa Romeo 75 1800 Turbo fa il suo esordio nel 1986, esteticamente si confonde con le altre versioni della 75, dalle quali differisce per i paraurti verniciati del colore della carrozzeria e per pochi altri particolari.

    L'alfa 75 Turbo monta un motore 1800 bialbero a quattro cilindri sovralimentato, le sue prestazioni sono paragonabili a quelle della 75 quadrifoglio verde con un propulsore a 6 cilindri da 2,5 litri, le sue progenitrici sono state la giulietta e l'alfetta Turbodelta degli anni '80.

    La vera novità della 75 Turbo risiede nel motore sovralimentato, l'Alfa Romeo infatti arriva per ultima nel settore dei motori turbo, mentre Saab e Bmw avevano proposto motori turbo già negli anni '70, con la Saab 99 turbo e la Bmw 2002.

    Bisogna sottolineare che l'Alfa 75 è stata l'ultima vettura prodotta dall'Alfa Romeo con la trazione posteriore, infatti verrà sostituita dalla 155 basata su meccanica Fiat a trazione anteriore, soluzione poco gradita agli alfisti.

    Il motore 1800 turbo dell'alfa 75 è stato progettato per garantire fluidità di marcia e prontezza di risposta a tutti i regimi, la potenza è di 155 Cv, non moltissimi in realtà, ma il vero punto di forza della 75 1800 turbo è la coppia di ben 23 Kgm a 2600 giri/min, maggiore di quella sviluppata dal 6 cilindri da 2,5 litri che equipaggiava l'alfa 75 quadrifoglio verde.

    La generosa coppia motrice della 75 turbo, la rende una macchina veramente piacevole da guidare, motore pronto a tutti i regimi, assieme alla leggendaria tenuta di strada, garantiscono un comportamento sempre prevedibile senza sorprese.

    All'interno l'alfa 75 turbo dispone di sedili sportivi e avvolgenti, volante, cruscotto e strumentazione non hanno subito modifiche di rilievo rispetto alle altre versioni.

    Il comportamento su strada dell'alfa 75 turbo è sempre eccellente, grazie all'assenza di vuoti del motore, e del temperamento vivace, le prestazioni sono di tutto rilievo, velocità massima di quasi 215 km/h, e accelerazione da 0 - 100 Km/h in 7,7 secondi.

    L'impostazione meccanica della 75 turbo è quella classica ereditata dall'alfetta, ovvero motore anteriore, trazione posteriore con cambio in blocco con il differenziale e sospensione a ponte De Dion, soluzione raffinata che garantisce un ottimo ripartimento dei pesi, e la massima aderenza delle ruote in qualsiasi condizione, la guidabilità della 75 turbo è sempre sicura e divertente, la frenata efficiente ma con tendenza al bloccaggio delle ruote.

    Una nota dolente dell'alfa 75, ma presente anche sulle precedenti alfetta e giulietta è la manovrabilità del cambio, resa difficoltosa dalla lunghezza dei leveraggi per raggiungere il cambio, che è situato sull'assale posteriore, in blocco al differenziale.

    L'alfa 75 1800 turbo è stata prodotta in numero limitato, appena il 5% della produzione totale delle alfa 75, oggi non è facile reperire un esemplare in buone condizioni, almeno in Italia, visto che la maggior parte degli esemplari di 75 turbo sono stati venduti all'estero.

    Se volete acquistare una 75 turbo è bene tenere conto di alcuni particolari, come i chilometri percorsi e il numero dei precedenti proprietari.
    Le 75 come tutte le alfa degli anni 80 erano piuttosto delicate sia per quanto riguarda la qualità dei lamierati che per il rivestimento degli interni, evitare esemplari troppo intaccati dalla ruggine e con interni in cattive condizioni.

    Il motore della 75 turbo è il classico ormai collaudatissimo bialbero a quattro cilindri da 1,8 litri modificato per funzionare assieme a un turbo compressore Garret T3, dotato di radiatore dell'olio e intercooler.

    Il turbo compressore richiede particolari attenzioni nell'uso e nella manutenzione, il filtro dell'aria va cambiato spesso per garantire un buon afflusso di aria, e per evitare che in caso di intasamento vengano aspirate parti del filtro dentro alla turbina e potrebbero danneggiarla.

    In un motore turbo anche l'olio lubrificante deve essere cambiato alle cadenze prescritte, le velocità di rotazione e le temperature di esercizio di un turbo compressore sono elevatissime, e un olio vecchio non è più in grado di garantire la lubrificazione, causando usura precoce.

    Un motore turbo dopo una lunga sollecitazione andrebbe lasciato girare al minimo almeno per qualche minuto, la turbina ci mette del tempo a fermarsi, e a motore spento non c'è più circolazione di olio e le parti ancora in rotazione rischiano di grippare.

    mercoledì 20 novembre 2013

    Ford Sierra RS Cosworth 1985-1987

    Ford Sierra RS Cosworth
    Ford Sierra RS Cosworth.
     













    Storia:

    La Ford Sierra RS Cosworth prima serie con carrozzeria a 2 volumi venne presentata alla fine del 1985, è stata la vettura che ha esaltato il concetto di berlina sportiva, i suoi punti di forza erano il basso prezzo di acquisto, tecnologia di alto livello, e prestazioni elevate.

    La Rord Sierra RS Cosworth dall'aspetto rigorosamente sportivo, esaltato da  minigonne, prese d'aria, spoiler piacque al pubblico, tanto che i concessionari ford vennero presi d'assalto da automobilisti ansiosi di poter possedere una vettura così bella e potente investendo una cifra non eccessiva.

    La Ford Sierra RS Cosworth appena uscita sul mercato costava 32.200.000 lire, qualche anno dopo, nel periodo di massima diffusione, un modello di Sierra usato poteva essere venduto anche per 40.000.000 di lire, quindi chi la possedeva poteva rivenderla guadagnandoci sopra, infatti la Sierra fu spesso oggetto di speculazione da parte dei primi fortunati acquirenti.

    Oggi la quotazione Ruoteclassiche di una Sierra RS Cosworth due volumi si aggira sui 10.000 euro.

    La Ford Sierra RS Cosworth fu una novità assoluta nel parco auto dell'epoca, e suscitò immediatamente scalpore per le sue prestazioni elevatissime, unite ad una meccanica solida e raffinata, e al confort offerto dall'abitacolo, ideale anche per lunghi viaggi.

    La produzione della Ford Sierra RS Cosworth 2 volumi, va dalla fine del 1985 al 1987, verrà infatti sostituita dalla Ford Sierra a 3 volumi.


    Tecnica:

    Tecnicamente la Ford Sierra RS Cosworth è una vettura dalle prestazioni elevatissime, il motore risponde già dai bassi regimi senza vuoti, infatti dispone di ben 204 Cv e di turbocompressore che oltre i 4000 giri sviluppa una potenza notevole.

    La Ford Sierra vanta un ottimo cambio, manovrabilità eccellente anche nella guida sportiva, tutta la meccanica della Sierra RS Cosworth è stata progettata per essere resistente e sfruttata fino al limite, sterzo, sospensioni, impianto frenante davano ottimi risultati anche nelle condizioni più gravose di utilizzo.

    Quattroruote nella sua impressione di guida del gennaio 1986, giudicò la Ford Sierra RS Cosworth come una macchina adatta alla guida esperta, infatti il giudizio finale era:

    "La Ford Sierra RS Cosworth è una sportiva completa che non tollera di essere maltrattata da inesperti, perchè in tal caso risponde con reazioni impegnative. E' necessario imparare a conoscere per gradi tutte le sfumature del suo comportamento, delicato e sensibile. Richiede perizia abilità e minimi movimenti del volante per impostare al meglio le traiettorie delle curve. Va guidata soprattutto con l'acceleratore perchè avverte anche le impercettibili variazioni di potenza e cambia facilmente il suo assetto, alternando rapidamente sovrasterzo e sottosterzo."

    La Ford Sierra RS Cosworth 2 volumi era una vettura potente e robusta, adatta a qualsiasi impiego, ma allo stesso tempo delicata e impegnativa, amava essere guidata da mani esperte.

    Nel caso in cui il motore venisse particolarmente sollecitato, era buona abitudine farlo girare al minimo per alcuni minuti per non danneggiare il turbocompressore, anche le sedi valvole erano soggette ad usura precoce, causando perdita di compressione ai cilindri.

    La carrozzeria della Ford Sierra invece non creava problemi di corrosione grazie ai trattamenti speciali antiruggine a cui veniva sottoposta.

        





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