sabato 30 novembre 2013

Audi 90 Quattro 2.0 20V Serie B3 (1987-1991)

Audi 90 Quattro 2.0 20  














L'Audi 90 è la sorella lussuosa dell'Audi 80, nata da un restyling del 1984, per separare le versioni a 5 cilindri da quelle a 4 cilindri.
Rispetto all'Audi 80, la 90 ha il motore a 5 cilindri, interni più lussuosi, migliore dotazione di serie, paraurti in tinta con la carrozzeria, fanaleria anteriore e posteriore differente.
  
L'Audi 90 Quattro 2.0 20V è il modello di punta di tutta la gamma italiana Audi 90 (in Italia il modello Audi 90 con motore 2300 20V non è stato commercializzato), va ricordato che l'Audi è stata la pioniera nell'adozione della trazione integrale con l'Audi Quattro degli anni '80.

L'Audi 90 Quattro 2.0 20V è un'automobile elegante, compatta dalle linee piacevoli e aereodinamiche, costruita con materiali di elevata qualità, ed un livello eccellente nelle finiture, precise nei minimi dettagli, che la rendono l'Audi 90 una vettura praticamente priva di difetti.

Il motore dell' Audi 90 Quattro 2.0 20V è il collaudatissimo 5 cilindri in linea, montato longitudinalmente, cambio a 5 marce, trazione integrale, differenziale centrale Torsen che permette in caso di slittamento di trasferire la coppia sull'asse con maggiore aderenza, il differenziale posteriore può essere bloccato con un comando elettrico a velocità inferiori a 25 Km/h.

Le prestazioni dell'Audi 90 Quattro 2.0 20V non sono eccezionali, questa è una delle poche note dolenti di questa vettura assieme al bagagliaio piccolo.

Il problema dipende dalla riduzione di cilindrata, che è stata effettuata  per questioni fiscali nel mercato italiano.

In origine il motore dell'Audi 90 Quattro 20 V era di 2300 cc, per il mercato italiano la cilindrata è stata ridotta a 2000 cc, ma questa modifica ha fatto perdere brillantezza soprattutto ai bassi regimi.

Il campo di utilizzazione di questo motore infatti è tra i 4800 e i 6500 giri, insomma rende bene e scatena tutti i suoi 158 Cv agli alti regimi, ma a quelli bassi è vuoto, penalizzando ripresa e accelerazione, con consumi piuttosto elevati.

Per tutto il resto l'Audi 90 Quattro 2.0 20V è una vettura che offre confort e una grande sicurezza di guida, comoda per quattro persone, offre di serie tutto quello che serve per viaggiare in sicurezza, spazi di frenata ridotti grazie all'impianto ABS di serie, le ampie superfici vetrate garantiscono un'ottima visibilità, tenuta di strada e stabilità invidiabili in tutte le condizioni grazie alla trazione integrale e al differenziale centrale.


Caratteristiche Tecniche:     


  • motore: 5 cilindri in linea 1994 cc, alesaggio x corsa = 81x77,4 mm 
  • distribuzione: 2 alberi a camme in testa, punterie idrauliche, 4 valvole per clindro 
  • potenza max: 158 CV DIN a 6200 giri/min - KW 116 
  • coppia max 196 NMm  a 4500 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati frizione monodisco a secco, trazione integrale permanente, differenziale centrale  Torsen , differenziale posteriore bloccabile manualmente. 
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, sistema antibloccaggio ABS
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti 
  • dimensioni: lunghezza 4,393 m, larghezza, 1,695 m, peso 1280 kg
  • prestazioni: velocità max  215 km/h
  • consumo: a 90 km/h 7,5 litri/100 km, a 120 km/h 9,2 litri x 100 km, ciclo urbano 13,3 l/ 100 km 
  • pneumatici: 195/60 VR 14 cerchi in lega leggera
  • serbatoio: 70 litri

  • domenica 24 novembre 2013

    Porsche 944 (1982 - 1991)


    Porsche 944 












    La Porsche 944 entra in listino verso la fine del 1981, la linea della carrozzeria deriva dalla Porsche 924 Carrera GT, è una vettura sportiva, stabile e sicura, esteticamente piacevole, dalle finiture eccellenti, con ottima dotazione di accessori, prestazioni brillanti e consumi contenuti.

    La meccanica della Porsche 944 è molto raffinata, il motore è un quattro cilindri di 2479 cc aspirato a iniezione, derivato dall'otto cilindri della Porsche 928, erogante la potenza di 163 Cv e una coppia motrice di 20,9 Kgm, la Porsche 944 raggiunge la velocità massima 220 Km/h accelerando da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi.

    Il primo Restyling arriva nel 1985 quando viene lanciata la nuova Porsche 944 Turbo.
    Le modifiche riguardano sia gli interni che il motore, viene aggiunto un turbocompressore al 4 cilindri di 2,5 litri, la potenza sale a 220 Cv, la velocità massima a 245 km/h.

    Due anni dopo, nel 1987, viene proposta la Porsche 944 S aspirata, con testata a 16 valvole, potenza massima di 190 Cv. Anche la carrozzeria viene modificata con nuovo  paraurti anteriore, nuova mascherina, nuovi fari supplementari rettangolari.

    Nel 1988 arriva la Porsche 944 Turbo S, con motore potenziato a 250 Cv.

    Un anno dopo, nel 1989, avviene l'unificazione dei modelli 944 aspirato, vengono tutti sostituiti dalla Porsche 944 S2, aumenta la cilindrata quasi a 3 litri, precisamente  2990 cc, potenza di 211 Cv, alla fine del 1989 arriva in listino la Porsche 944 S2 Cabriolet.

    La serie Porsche 944 esce di listino nel 1991 quando viene sostituita dalla nuova Porsche 968.







    La Porsche 944 può essere considerata un'incompresa.

    Le linee e la meccanica non erano quelle tipiche del marchio Porsche, inoltre quel motore anteriore raffreddato a liquido la facevano assomigliare più ad una una Volkswagen.
    La clientela Porsche affezionata alle linee e alla meccanica tradizionale, al motore posteriore raffreddato ad aria, preferiva la Porsche 911, nonostante fosse più costosa e inferiore sul piano qualitativo e ingegneristico.

    Però la 944 è una sportiva di razza a tutti gli effetti, oggi offre il vantaggio di acquistare una Porsche senza spendere un patrimonio.
    Le quotazioni Ruoteclassiche della gamma Porsche 944 variano tra i 4.000 della prima serie, fino ad arrivare ai 10.000 euro per una Porsche 944 S2 Cabriolet, mentre per acquistare una 911 bisogna spendere dai 20.000 euro in su.

    Insomma con poco è possibile entrare in possesso di una granturismo di razza, potente, affidabile, utilizzabile quotidianamente, e destinata sicuramente ad una futura rivalutazione.

    L'acquisto di una Porsche 944 è quasi sempre un buon affare, il cliente Porsche tiene molto alla manutenzione della propria vettura, senza contare che questa è una delle sportive più affidabili di tutte le sue concorrenti, la prima cosa da verificare se si vuole acquistare una Porsche 944 è verificare che non abbia subito incidenti importanti che abbiano compromesso l'integrità strutturale del telaio e degli strati protettivi.

    La Porsche 944 è una vettura da poter utilizzare quotidianamente, in Italia ne sono state vendute poche perchè la cilindrata di 2,5 litri la penalizzava molto sul piano fiscale.

    E' una vettura economica, specialmente la prima serie, con 4000 - 5000 euro si può acquistare una  macchina sicura, stabile, veloce, e dalla probabile rivalutazione futura, è economica perchè il motore da 163 cavalli poco spinto e dalla coppia notevole già ai bassi regimi, permette di percorrere anche 11 - 12 Km/litro se si guida con moderazione, in ogni caso il consumo massimo non scende mai sotto ai 7 km/litro.

    Il comportamento su strada della Porsche 944 è sicuro anche nella guida veloce, è lievemente sottosterzante, se portato al limite diventa sovrasterzante.
    Sterzo preciso senza reazioni, freni all'altezza della vettura.

    giovedì 21 novembre 2013

    Alfa Romeo 75 1800 Turbo (1986 - 1990)

    Alfa Romeo 75 Turbo
    Alfa Romeo 75 Turbo
     













    L'Alfa Romeo 75 1800 Turbo fa il suo esordio nel 1986, esteticamente si confonde con le altre versioni della 75, dalle quali differisce per i paraurti verniciati del colore della carrozzeria e per pochi altri particolari.

    L'alfa 75 Turbo monta un motore 1800 bialbero a quattro cilindri sovralimentato, le sue prestazioni sono paragonabili a quelle della 75 quadrifoglio verde con un propulsore a 6 cilindri da 2,5 litri, le sue progenitrici sono state la giulietta e l'alfetta Turbodelta degli anni '80.

    La vera novità della 75 Turbo risiede nel motore sovralimentato, l'Alfa Romeo infatti arriva per ultima nel settore dei motori turbo, mentre Saab e Bmw avevano proposto motori turbo già negli anni '70, con la Saab 99 turbo e la Bmw 2002.

    Bisogna sottolineare che l'Alfa 75 è stata l'ultima vettura prodotta dall'Alfa Romeo con la trazione posteriore, infatti verrà sostituita dalla 155 basata su meccanica Fiat a trazione anteriore, soluzione poco gradita agli alfisti.

    Il motore 1800 turbo dell'alfa 75 è stato progettato per garantire fluidità di marcia e prontezza di risposta a tutti i regimi, la potenza è di 155 Cv, non moltissimi in realtà, ma il vero punto di forza della 75 1800 turbo è la coppia di ben 23 Kgm a 2600 giri/min, maggiore di quella sviluppata dal 6 cilindri da 2,5 litri che equipaggiava l'alfa 75 quadrifoglio verde.

    La generosa coppia motrice della 75 turbo, la rende una macchina veramente piacevole da guidare, motore pronto a tutti i regimi, assieme alla leggendaria tenuta di strada, garantiscono un comportamento sempre prevedibile senza sorprese.

    All'interno l'alfa 75 turbo dispone di sedili sportivi e avvolgenti, volante, cruscotto e strumentazione non hanno subito modifiche di rilievo rispetto alle altre versioni.

    Il comportamento su strada dell'alfa 75 turbo è sempre eccellente, grazie all'assenza di vuoti del motore, e del temperamento vivace, le prestazioni sono di tutto rilievo, velocità massima di quasi 215 km/h, e accelerazione da 0 - 100 Km/h in 7,7 secondi.

    L'impostazione meccanica della 75 turbo è quella classica ereditata dall'alfetta, ovvero motore anteriore, trazione posteriore con cambio in blocco con il differenziale e sospensione a ponte De Dion, soluzione raffinata che garantisce un ottimo ripartimento dei pesi, e la massima aderenza delle ruote in qualsiasi condizione, la guidabilità della 75 turbo è sempre sicura e divertente, la frenata efficiente ma con tendenza al bloccaggio delle ruote.

    Una nota dolente dell'alfa 75, ma presente anche sulle precedenti alfetta e giulietta è la manovrabilità del cambio, resa difficoltosa dalla lunghezza dei leveraggi per raggiungere il cambio, che è situato sull'assale posteriore, in blocco al differenziale.

    L'alfa 75 1800 turbo è stata prodotta in numero limitato, appena il 5% della produzione totale delle alfa 75, oggi non è facile reperire un esemplare in buone condizioni, almeno in Italia, visto che la maggior parte degli esemplari di 75 turbo sono stati venduti all'estero.

    Se volete acquistare una 75 turbo è bene tenere conto di alcuni particolari, come i chilometri percorsi e il numero dei precedenti proprietari.
    Le 75 come tutte le alfa degli anni 80 erano piuttosto delicate sia per quanto riguarda la qualità dei lamierati che per il rivestimento degli interni, evitare esemplari troppo intaccati dalla ruggine e con interni in cattive condizioni.

    Il motore della 75 turbo è il classico ormai collaudatissimo bialbero a quattro cilindri da 1,8 litri modificato per funzionare assieme a un turbo compressore Garret T3, dotato di radiatore dell'olio e intercooler.

    Il turbo compressore richiede particolari attenzioni nell'uso e nella manutenzione, il filtro dell'aria va cambiato spesso per garantire un buon afflusso di aria, e per evitare che in caso di intasamento vengano aspirate parti del filtro dentro alla turbina e potrebbero danneggiarla.

    In un motore turbo anche l'olio lubrificante deve essere cambiato alle cadenze prescritte, le velocità di rotazione e le temperature di esercizio di un turbo compressore sono elevatissime, e un olio vecchio non è più in grado di garantire la lubrificazione, causando usura precoce.

    Un motore turbo dopo una lunga sollecitazione andrebbe lasciato girare al minimo almeno per qualche minuto, la turbina ci mette del tempo a fermarsi, e a motore spento non c'è più circolazione di olio e le parti ancora in rotazione rischiano di grippare.

    mercoledì 20 novembre 2013

    Ford Sierra RS Cosworth 1985-1987

    Ford Sierra RS Cosworth
    Ford Sierra RS Cosworth.
     













    Storia:

    La Ford Sierra RS Cosworth prima serie con carrozzeria a 2 volumi venne presentata alla fine del 1985, è stata la vettura che ha esaltato il concetto di berlina sportiva, i suoi punti di forza erano il basso prezzo di acquisto, tecnologia di alto livello, e prestazioni elevate.

    La Rord Sierra RS Cosworth dall'aspetto rigorosamente sportivo, esaltato da  minigonne, prese d'aria, spoiler piacque al pubblico, tanto che i concessionari ford vennero presi d'assalto da automobilisti ansiosi di poter possedere una vettura così bella e potente investendo una cifra non eccessiva.

    La Ford Sierra RS Cosworth appena uscita sul mercato costava 32.200.000 lire, qualche anno dopo, nel periodo di massima diffusione, un modello di Sierra usato poteva essere venduto anche per 40.000.000 di lire, quindi chi la possedeva poteva rivenderla guadagnandoci sopra, infatti la Sierra fu spesso oggetto di speculazione da parte dei primi fortunati acquirenti.

    Oggi la quotazione Ruoteclassiche di una Sierra RS Cosworth due volumi si aggira sui 10.000 euro.

    La Ford Sierra RS Cosworth fu una novità assoluta nel parco auto dell'epoca, e suscitò immediatamente scalpore per le sue prestazioni elevatissime, unite ad una meccanica solida e raffinata, e al confort offerto dall'abitacolo, ideale anche per lunghi viaggi.

    La produzione della Ford Sierra RS Cosworth 2 volumi, va dalla fine del 1985 al 1987, verrà infatti sostituita dalla Ford Sierra a 3 volumi.


    Tecnica:

    Tecnicamente la Ford Sierra RS Cosworth è una vettura dalle prestazioni elevatissime, il motore risponde già dai bassi regimi senza vuoti, infatti dispone di ben 204 Cv e di turbocompressore che oltre i 4000 giri sviluppa una potenza notevole.

    La Ford Sierra vanta un ottimo cambio, manovrabilità eccellente anche nella guida sportiva, tutta la meccanica della Sierra RS Cosworth è stata progettata per essere resistente e sfruttata fino al limite, sterzo, sospensioni, impianto frenante davano ottimi risultati anche nelle condizioni più gravose di utilizzo.

    Quattroruote nella sua impressione di guida del gennaio 1986, giudicò la Ford Sierra RS Cosworth come una macchina adatta alla guida esperta, infatti il giudizio finale era:

    "La Ford Sierra RS Cosworth è una sportiva completa che non tollera di essere maltrattata da inesperti, perchè in tal caso risponde con reazioni impegnative. E' necessario imparare a conoscere per gradi tutte le sfumature del suo comportamento, delicato e sensibile. Richiede perizia abilità e minimi movimenti del volante per impostare al meglio le traiettorie delle curve. Va guidata soprattutto con l'acceleratore perchè avverte anche le impercettibili variazioni di potenza e cambia facilmente il suo assetto, alternando rapidamente sovrasterzo e sottosterzo."

    La Ford Sierra RS Cosworth 2 volumi era una vettura potente e robusta, adatta a qualsiasi impiego, ma allo stesso tempo delicata e impegnativa, amava essere guidata da mani esperte.

    Nel caso in cui il motore venisse particolarmente sollecitato, era buona abitudine farlo girare al minimo per alcuni minuti per non danneggiare il turbocompressore, anche le sedi valvole erano soggette ad usura precoce, causando perdita di compressione ai cilindri.

    La carrozzeria della Ford Sierra invece non creava problemi di corrosione grazie ai trattamenti speciali antiruggine a cui veniva sottoposta.

        





    domenica 17 novembre 2013

    Alfa Romeo Giulia Nuova Super (1974-1977)


    Alfa Romeo Giulia Nuova Super
     
    L'Alfa Romeo Giulia nuova super del 1974 rappresenta l'ultimo restyling della gamma Giulia prima della sua uscita dal listino che avverà nel 1977, la Nuova Super è caratterizzata da un  addolcimento delle linee che interessa soprattutto il frontrale, la coda, e da un arricchimento degli interni.

    Le modifiche nella Nuova Super hanno riguardato il frontale, che beneficia di una nuova calandra  in plastica e nuovi proiettori di eguale diametro, scudo Alfa Romeo di maggior dimensione, paraurti più avvolgente e posizionato più in alto e ripetitori di direzione sotto.
    Il cofano della Nuova Super è liscio ed insonorizzato, tergicristalli verniciati di nero.

    Rispetto alla precedente giulia, nella nuova super anche la coda viene modificata, il cofano del baule diventa liscio.

    Per quanto riguarda gli interni, la nuova super viene arricchita in dotazione e finiture, nuova la plancia e la grafica degli strumenti, la chiave di avviamento ora si trova alla destra del piantone, rinnovata anche la console centrale dove trovano posto le bocchette di areazione, termometro acqua, manometro olio, la leva del cambio, i comandi del riscaldamento, posacenere, accendisigari e alcuni interuttori elettrici, al pavimento c'è la moquette e i sedili sono dotati di poggiatesta.

    Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche della Nuova Super, le motorizzazioni rimangono invariate ovvero versione 1300 da 89 Cv e 1600 da 102 Cv.

    Riassumendo, la Giulia Nuova Super rappresenta l'ultimo aggiornamento della serie giulia che conferisce alla Nuova Super linee più morbide nell'anteriore, nuova calandra in plastica, proiettori di eguale diametro, scudo alfa più grande, paraurti anteriore con lampeggiatori sottostanti, cofani lisci e piatti.

    Nel 1977 la Giulia Nuova Super segna la fine della produzione della serie giulia, iniziata nel 1962 e e che ha lasciato un segno profondo nella storia dell'automobile, amata e apprezzata in tutto il mondo, la Giulia in tutte le sue versioni dopo 50 anni dalla sua nascita sa ancora regalare emozioni ai suoi fortunati possessori.


     
     
    

    Alfa Romeo Giulia GT Veloce (1965 - 1968)

     
     

    
    Alfa Romeo Giulia Gt Veloce



     
















    L'Alfa Romeo Giulia Gt Veloce, viene presentata al Salone di Ginevra del 1966 è una versione ammodernata, potenziata e con finiture migliorate della  precedente Giulia Sprint GT del 1963, la dicitura Veloce sta ad indicare l'aumento di potenza e di velocità della nuova vettura.

    Con l'introduzione della Giulia Gt Veloce, vengono migliorati i particolari del precedente modello che gli alfisti non apprezzavano, i sedili vengono  resi  più avvolgenti e sportivi, cambiato il disegno del volante, la plancia viene rivestita in finto legno, viene aggiunta una luce di lettura al centro plancia, il pavimento viene rivestito di moquette, migliorata la qualità dei rivestimenti.

    All'esterno la Veloce mantiene lo scalino frontale, viene modificata la mascherina anteriore aggiungendo 3 listelli cromati, paraurti in 2 pezzi, sulla coda vicino alla targa c'è la nuova scritta Veloce,  sui montanti posteriori vengono applicati due stemmi raffiguranti il quadrifoglio verde.

    Viene inoltre ampliata la gamma dei colori.

    Al motore della Gt Veloce vengono aggiunti 3 cv di potenza, ottenuti grazie alla modifica dell'angolo delle valvole, e all'aumento del diametro di quelle di aspirazione, la potenza passa a 109 cv DIN.
    Grazie a questo aumento di potenza e alla migliorata l'erogazione della coppia, la Giulia GT Veloce ottiene prestazioni nettamente migliori della precedente Sprint GT,  la velocità massima della Giulia GT Veloce è di 187 Km/h. mentre l'accelerazione  da 0 a 100 Km/h avviene in 10 secondi. (Prova Quattroruote Febbraio 1967)

    Con questi risultati la Giulia GT Veloce si poneva al vertice della sua categoria, ed era in grado di mettere in difficoltà vetture di maggiore cilindrata  

    La carrozzeria è sempre Disegno di Bertone.



    Caratteristiche Tecniche:

    • Motore: cilindrata 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm, rapporto di compressione 9:1, potenza max 109 CV DIN a 6000 giri/min
    • Alimentazione: due carburatori a doppio corpo Weber 40 DCOE 27
    • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/41
    • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido
    • Freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno a depressione
    • Dimensioni: lunghezza 4.08 m, larghezza 1.58 m, peso a vuoto 1020 kg
    • Prestazioni: velocità max oltre 185 km/h
    • consumo: 10,5 litri/100 km
    • Pneumatici: 155 SR 15

     

    Alfa Romeo Giulia TI Super 1963



    Alfa Romeo Giulia Ti Super, La Giulia Quadrifoglio



    
    Alfa Romeo Giulia TI Super




     
    L'Alfa Romeo Giulia Ti Super del 1963 è una versione speciale alleggerita, ribassata e potenziata della Giulia Berlina 1600 Ti, la chiamavano "Quadrifoglio" per il fregio verde a forma di quadrifoglio disegnato sui parafanghi anteriori, simbolo che da sempre aveva contraddistinto le vetture da corsa Alfa Romeo.

    La Giulia Ti Super è stata presentata nell'aprile del 1963, con la Ti Super l'Alfa Romeo contava di partecipare alle competizioni italiane ed europee nella categoria Turismo.

    Dotata del motore della giulia SS e alleggerita di 90 Kg, la Ti Super superava i 185 Km/h.
    La Giulia Ti Super si distingueva per le prese d'aria a griglia metallica al posto dei proiettori interni, i cerchi Campagnolo in elektron, il volante in lega leggera a tre razze, cambio a leva centrale, sedili sportivi separati, strumentazione sportiva.

    Nella Ti Super al fine di risparmiare peso venne eliminato tutto il superfluo, vennero realizzati i finestrini laterali in plexiglass, levato l'impianto di riscaldamento, i rostri del paraurti, il coperchio del vano portaoggetti, braccioli e maniglie,.. insomma tutto ciò che non era necessario per andare veloce.

    L'Alfa Romeo Giulia Ti Super rimase in produzione per due anni, ne vennero prodotti 501 esemplari, di cui 1 color rosso, 1 color grigio, 499 color biancospino.

    Il motore della Ti Super era quello della Giulia SS con 2 carburatori a doppio corpo Weber  senza filtro dell'aria, cambio a leva centrale, interni spartani e sportivi, strumentazione sportiva con tre strumenti circolari di eguale diametro, volante in alluminio a tre razze, cinture di sicurezza anteriori di serie, carrozzeria alleggerita a 910 Kg, assetto ribassato, radiatore olio a richiesta, freno a mano tra i sedili anteriori.

    La Giulia Ti Super era un'auto dalle prestazioni eccezzionali, potenza e coppia notevoli anche ai bassi regimi, la Ti Super era un'auto che prese parte a numerose competizioni, dove spesso si confrontava con vetture di categoria superiore, con ottimi risultati, molto apprezzata dai piloti per potenza, comfort e tenuta di strada, infatti vantava un comportamento senza sorprese sia in accelerazione che in rilascio del gas, con un leggero sovrasterzo faccilmente controllabile.
     
    Dal 1963 al 1965 l'Alfa Romeo Giulia Ti Super seppe tener testa a vetture come Porsche e Ferrari, sia nelle corse in salita che nella categoria Turismo, dal 1965 in poi la Ti Super viene sostituita dalla GTA.  


    Caratteristiche Tecniche:
     
  • motore: bialbero 4 cilindri in linea 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm
  • potenza max: 112 CV DIN a 6500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati a leva centrale, frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte rigido
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote 
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5/6 posti, scocca autoportante in acciaio, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori a ponte rigido, con molle elicoidali ed ammortizzatori
  • dimensioni: lunghezza 4,115 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 910 kg
  • prestazioni: velocità max oltre 185 km/h
  • pneumatici: 155 x 15














  • lunedì 4 novembre 2013

    Volvo P 1800 S - 1800 ES (1961 - 1973)

     
     
     
     
     
    
    Volvo P 1800 S e Volvo 1800 ES, due sportive svedesi prodotte tra il 1961 e il 1973, la prima con carrozzeria coupè, la seconda con carrozzeria due volumi e portellone posteriore in vetro, soluzione che verrà ripresa con la Volvo 480.

    La Volvo era famosa per le sue vetture sobrie, solide, sicure, ma tranquille, in diverse occasioni aveva tentato senza successo di imporsi sul mercato delle sportive e liberarsi di quell'etichetta, la Volvo P1800 è stato il tentativo finalmente riuscito di produrre un'automobile sportiva, infatti la Volvo P 1800 è una bella e robusta sportiva svedese, dotata di un ampio bagagliaio, linea carismatica, e motore abbastanza potente.

    Una pubblicità dell'epoca diceva: "P 1800, Il fiore all'occhiello della produzione Volvo", infatti questo modello in tutte le sue varianti è una delle vetture svedesi più collezionate, negli Usa è diventata un oggetto di culto.

    La Volvo P 1800 è divenuta molto famosa grazie alla trasmissione televisiva "Il Santo" interpretata da Roger Moore.
    Il Santo era una serie televisiva britannica prodotta dal 1962 al 1969 in cui Roger Moore vestiva i panni dell'investigatore privato Simon Templar, e guidava una Volvo P 1800 Bianca, targata 71 DXC.

    Questa serie televisiva fu una vera fortuna per la P 1800, dopo che la Jaguar si rifiutò di mettere a disposizione della produzione televisiva una Jaguar E, la Volvo prese la palla al balzo, e la sua sportiva divenne famosa in tutto il mondo grazie a Roger Moore.

    Più che una sportiva la Volvo P 1800 può essere considerata come una Gran Turismo.

    Fonte wikipedia: ripartizione della produzione dei modelli tra il 1961 e il 1973

  • P 1800 (1961-1963): 6.000 esemplari
  • 1800 S (1963): 2.001 esemplari
  • 1800 S (1964): 4.500 esemplari
  • 1800 S (1965): 4.000 esemplari
  • 1800 S (1966): 4.500 esemplari
  • 1800 S (1967): 4.500 esemplari       
  • 1800 S (1968): 2.800 esemplari
  • 1800 S (1969): 1.693 esemplari
  • 1800 E (1970): 2.799 esemplari
  • 1800 E (1971): 4.750 esemplari
  • 1800 E (1972): 1.872 esemplari
  • 1800 ES (1972): 3.070 esemplari
  • 1800 ES (1973): 5.007 esemplari



  • Motore 1800, 90 Cv di potenza,  la Volvo P 1800  viene presentata al Salone di Bruxelles nel 1960, disegnata dal progettista svedese Pelle Patterson, e successivamente perfezionata da Pietro Frua per conto della carrozzeria Ghia, può essere definita un autovettura internazionale, infatti i lamierati della carrozzeria provengono dalla Pressed Steel e assemblati dalla Jensen (fino al 1963), la parte elettrica è Lucas, Freni Girling, ruote Sankey, ponte posteriore Spicer, ammortizzatori Delco.

    La Volvo P 1800 veniva inizialmente prodotta dalla inglese Jensen, la Volvo non aveva abbastanza spazio nei suoi stabilimenti, però la Jensen non riusciva a produrre vetture di qualità soddisfacente agli standard Volvo, e così la casa svedese si organizzò, e dal 1963 tolse il contratto alla Jensen per produrre nei propri stabilimenti di Goteborg la sua sportiva che venne ribattezzata  1800 S per indicare la produzione svedese. 

    La Nuova Volvo 1800 S si differenziava dalla produzione Jensen per il nuovo paraurti a lama unica senza rostri, differenti cerchi alle ruote, profilo cromato che corre lungo le fiancate. 

    Nel 1966 la potenza del motore salì a 103 Cv grazie a modifiche meccaniche ai condotti di aspirazione e scarico, vengono migliorate anche sospensioni e sterzo.

    Nel 1969 la vettura subisce un restyling, la  mascherina sarà nera opaca anziché cromata, griglie laterali più ampie e verniciate di nero, modifiche agli interni.
    Per quanto riguarda il motore abbiamo un aumento di cilindrata da 1778 a 1986 cc, e l'adozione di un sistema di iniezione meccanica in luogo dei carburatori,  la potenza sale così a 118 CV, cambia anche il nome in Volvo 1800 E.

    Nell' Agosto del 1971 viene presentato il nuovo modello, con un restyling piuttosto evidente di carrozzeria, il disegno è sempre di Pietro Frua, che crea una trasformazione da coupè 3 volumi a hatchback con portellone in vetro, mantenendo inalterato il frontale, come nella 1800 E che rimaneva ancora in produzione .

    La nuova vettura si chiama Volvo 1800 ES ovvero Sport Estate, dal punto di vista meccanico viene adottato un nuovo impianto di iniezione elettronica in luogo di quella meccanica, che determina un incremento della potenza a 126 Cv.

    La Volvo 1800 ES con il portellone posteriore in vetro pur essendo una coupè a 2 porte, assomiglia ad una station wagon, e vanta un ampio bagagliaio.

    La Coupè 1800 E esce dal listino nel 1972 mentre la 1800 ES rimane in produzione fino a giugno 1973.

    La Volvo 1800 in entrambe le versioni può essere definita come una sportiva robusta, dalla linea gradevole, e dalla meccanica molto affidabile, i ricambi sono facilmente reperibili ancora oggi attraverso la rete Volvo.

    Su strada le due Volvo sono brillanti e affidabili, raggiungono entrambe i 180 Km/h, nella Coupè 1800 S l'impianto frenante Girling con dischi all'avantreno e tamburi al retrotreno, erano sottodimensionati e poco resistenti alla fatica, infatti con l'uso prolungato, gli spazi di frenata si allungavano.

    Nella Volvo 1800 ES che montava freni a disco sulle 4 ruote il problema non era presente.

    I consumi sono contenuti, con entrambe le vetture si possono percorrere 10 Km con un litro di carburante.


    Caratteristiche Tecniche:

    Volvo P 1800

    • Motore: B 18 quattro cilindri in linea 1780 cc,
    • potenza 75 KW a 5500 giri /min
    • carrozzeria: struttura portante in acciaio, coupè 2 porte
    • cambio a 4 marce, overdrive a richiesta
    • freni: anteriori a disco, posteriori a tamburo
    • consumo: medio 7,3 km/litro
    • peso: 1092 kg
    • velocità max: 169 km/h 

    domenica 3 novembre 2013

    Alfa Romeo Dauphine (1959 - 1964)

     
    
    La Dauphine è un automobile prodotta dall'Alfa Romeo su licenza Renault negli stabilimenti del Portello a Milano.

    Con la Dauphine l'Alfa Romeo mirava a entrare in concorrenza con la Fiat e ricavarsi una nicchia di mercato nel settore delle piccole cilindrate come le Fiat 600 e 1100.

    La Dauphine infatti era una utilitaria francese prodotta dalla Renault dal 1956 fino al 1967.

    La produzione in Italia inizia negli stabilimenti Alfa Romeo nel giugno del 1959 dove i primi esemplari di Dauphine vengono assemblati, con lievissime differenze estetiche e meccaniche rispetto al modello francese.

    L'Alfa Romeo Dauphine rispetto al modello francese differiva nella scritta di identificazione modello posta sui parafanghi anteriori, differenti erano i fanalini anteriori, posteriori, indicatori di direzione laterali, la stoffa dei sedili era quella della Giulietta Ti, impianto elettrico a 12 volt, cambio a 4 marce, e luce della targa.

    La Dauphine è una piccola berlina a 4 porte e 4 posti, la linea è moderna è accattivante, motore posteriore a 4 cilindri, lo stesso montato sulla Renault R4, abbastanza brillante e dai consumi contenuti, interni essenziali e spartani, cruscotto in lamiera verniciata, strumentazione essenziale, vano portaoggetti aperto, al centro del cruscotto c'è l'alloggiamento per la radio, leva del cambio a pavimento.

    La tenuta di strada non è eccezzionale, visto il peso ridotto, e i pneumatici stretti, alle alte velocità lo sterzo si alleggerisce, e in curva il retrotreno tende a scappare, per ovviare all'alleggerimento dello sterzo i proprietari della Dauphine collocavano una zavorra nela cofano anteriore.


    Caratteristiche Tecniche:

    • Motore: posteriore longitudinale, 4 cilindri in linea,  cilindrata 845cc, alesaggio x corsa = 58 x 80 mm, potenza max 26,5 CV DIN a 4250 giri/min, rapporto di compressione 7.75:1
    • Alimentazione: un carburatore invertito Solex 28IBT 
    • Accensione a spinterogeno, batteria 12 V 38 Ah.
    • Raffreddamento a liquido.
    • Distribuzione ad albero a camme laterale e valvole in testa
    • Trasmissione: motore posteriore trazione posteriore, cambio a 4 rapporti con frizione monodisco a secco, la prima non sincronizzata. 
    • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti trapezi, molle elicoidali, tamponi elastici, posteriori a ruote indipendenti, bracci longitudinali, molle elicoidali, tamponi elastici, ammortizzatori idraulici sulle 4 ruote. 
    • Freni: a tamburo sulle 4 ruote
    • Dimensioni: lunghezza 3.95 m, larghezza 1.52 m, altezza 1,37 m, peso a vuoto 620 kg
    • Prestazioni: velocità max 116 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 44 secondi
    • Consumo: medio 6 litri/100 km
    • Pneumatici: 500 - 15  pneumatici equivalenti: 135/80 R15 - 135 R15

    Curiosità:

    La Dauphine viene presentata per la prima volta nel 1956 dalla casa francese Renault, e vista la linea gradevole, e i consumi piuttosto contenuti, divenne  in breve divenne un successo mondiale,

    La produzione durò fino al 1967 quando ormai le vendite crollarono di brutto a causa della concorrenza di nuovi modelli.

    La Dauphine venne prodotta su licenza dall'Alfa Romeo in Italia, in Brasile dalla Fasa - Renault, e in Argentina dalla Ika.



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    Eventi

    • 7-8 Febbraio 2009 "Milano Classic Motors"
    • 15-16 Novembre Salone del Modellismo Presso Padova Fiere
    • 8-12 Dicembre 2008 Fiera Ricambi Auto Moto d'Epoca a Ferrara